IL PAPIRO DI ARTEMIDORO

Il rotolo è scritto in greco antico ed è composto da diversi frammenti di varie dimensioni, redatti da un calligrafo ad Alessandria d’Egitto, intorno alla metà del I sec. a.C.
E’ lungo 250 cm e alto fino a 32,5 cm. Tra la terza e la quarta colonna di testo è stata inserita la carta geografica, che misura quasi 94 cm. Esso proviene dallo smontaggio di una maschera funeraria egizia in cartonnage. Questa maschera passò più volte di mano in mano finché un collezionista si accorse che il cartonnage conteneva papiri iscritti e figurati e decise di scioglierla in soluzione leggermente acida per liberare i papiri dalla colla.
Un’accurata analisi dei frammenti del Papiro pervenutici ha rivelato che esso non ha avuto una sola vita, ma ben tre.

LE TRE VITE DEL PAPIRO DI ARTEMIDORO

La prima fase della “ vita” del Papiro si svolge attorno al 50 a.C., presumibilmente sotto il regno di Cleopatra, ad Alessandria d’Egitto ; La parte pervenutaci contiene quello che dovrebbe essere il secondo libro del Periplo, una famosa opera geografica di Artemidoro.
Tra la terza e la quarta colonna di testo, lo scriba lasciò uno spazio per una carta geografica ( che misura quasi 94 cm ).
Con precisione e chiarezza di tratto è rappresentata una parte della Spagna. Però - probabilmente a causa di un errore dell’illustratore - il lavoro non fu mai terminato e il rotolo rimase incompiuto. Il papiro era, però, un materiale troppo prezioso per essere gettato via e quindi fu conservato nell’atelier del disegnatore con l’intento di riutilizzarlo.
Rimase abbandonato in un angolo della bottega fino a quando un collaboratore lo recuperò e lo riutilizzò sul verso, che era rimasto bianco, coprendolo con numerosi disegni di animali reali e mitologici di altissima qualità, molti dei quali con il nome in greco scritto accanto.
Così il Papiro iniziò la seconda fase della sua esistenza nella bottega di un pittore, dove venne utilizzato dagli allievi come “ album di disegno”. Ma il Papiro aveva ancora degli spazi intonsi, che si prestavano a qualche altro impiego. Se il verso era tutto coperto dagli animali, il recto aveva ampi spazi lasciati in bianco dentro il testo per l’inserimento di quelle carte geografiche mai tracciate.
Di questi spazi disponibili si servirono i giovani della bottega per copiare particolari anatomici di statue o di calchi di statue. Così si trovano una serie di disegni di teste, amni e piedi. Col passare del tempo, però, la produzione della bottega si rinnovò e il rotolo divenne sempre più obsoleto.

Infatti negli ultimi decenni del I sec. d.C., il Papiro fu ceduto ad un raccoglitore di carta da macero e così giunse in qualche località del Medio Egitto.
Lì venne fatto a pezzi, ed il tratto iniziale andò a comporre il conglomerato di papier - machè dentro il quale è arrivato a noi.
Dall’ammasso di papiri, colla e gesso in cui era stato riciclato, il rotolo sarebbe riemerso ben diciannove secoli dopo in condizioni tali da restituirci un ampio passo di Artemidoro, farci scoprire la più antica carta geografica del mondo classico e offrirci la possibilità di aggiungere dei capitoli nuovi alla storia dell’arte antica.

ARTEMIDORO DI EFESO

Ci sono pervenute poche notizie su Artemidoro, un geografo di Efeso (II - I sec. a.C.). scrisse una Geografia di 11 libri, molto nota e citata nell’antichità, ma per noi quasi interamente perduta. Prima della scoperta del Papiro, se ne conoscevano solo pochi frammenti di “tradizione indiretta”. Si sa che il primo libro dava le misure del mondo abitato e la storia delle scoperte in Occidente. Negli altri dieci libri venivano descritte le regioni d’Europa. Artemidoro seppe unire all’antico genere del periplo, che descriveva le coste sulla base di esperienze di navigazione, le nozioni matematiche e geometriche necessarie a tracciare le mappe delle regioni descritte. Il Papiro di Artemidoro è di eccezionale importanza non solo perché restituisce un’ampia porzione del suo testo perduto, ma anche perché ci dà la carta geografica di una parte della Spagna. Per quanto incompiuta, essa è una delle pochissime carte conservate del mondo greco - romano.

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