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Il nuovo ordinamento amministrativo sotto Augusto

A partire da Augusto, si sviluppò gradualmente un apparato burocratico anche se non nel senso moderno di attività legale razionale, caratterizzata, dalla completa separazione dei funzionari dai mezzi di amministrazione e di acquisizione; da un’organizzazione articolata al suo interno e regolata dai principi dell’obbedienza al capo dell’ufficio e delle gerarchia; da competenze diversificate; dall’assunzione per contatto susseguente a procedure concorsuali dalla competenza specialistica; da uno sviluppo di carriera, anche se su quest’ultimo punto si può discutere. Augusto creò il sistema della grandi prefetture. Accanto a quella dell’Urbi, cioè di Roma e del suo territorio gestita da un membro dell’ordine senatorio. Si pensi alla prefettura del pretorio, dell’annona della polizia. Il praefectus Urbi aveva una competenza generale sullo svolgimento ordinato della vita, nella capitale dell’impero: vigilava su tutti i luoghi in cui si concentrava la gran massa degli abitanti, teatri, mercanti, circhi. Quello pretorio di rango equestre comandava le corti pretorie, la guardia personale dell’imperatore. Nel tempo assunse una tale importanza ad essere considerato l’alter ego del principe. Il prefetto dell’annona, di ceto equestre, provvedeva al rifornimento del grano e delle vettovaglie per i bisogni della capitale. La prefettura Vigilum, affidata a membri del ceto equestre, sovrintendeva alla prevenzione e allo spegnimento degli incendi e alla vigilanza notturna di Roma. Il genio politico-amministrativo del principe si rivelò nel circondarsi di una struttura di servizio che da privata divenne pubblica dopo un lungo processo storico: la cancelleria imperiale, i cui uffici furono ricoperti fino alle fine della dinastia Giulio-Claudia da liberti, successivamente, da procuratori di rango equestre. Importanti per l’attività giuridica furono gli uffici ab-epistulis latine e greche a libellis e a connitionibus. Nei primi si redigevano lettere di risposta a queasiti spesso di natura giuridica, inviati al principe inviati da funzionari di alto grado o lettere di istituzione a comandanti militari o a diplomatici. L’a libellis era un funzionario incaricato di rispondere alle suppliche, preces, consegnate all’imperatore dalla richiesta di pareri giuridici, stilati in calce al libello contente la preghiera. I procedimenti giudiziari, nella nuova forma della cognitio extra ordinem, erano istituiti dalla cognitionibus.

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