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Le guerre persiane e l'Età classica

Vi fu un conflitto tra greci e persiani e le cause furono:
1. grande fioritura economica della Ionia
2. la politica espansionistica della Persia: da quando Ciro aveva sottomesso il regno di Lidia, tutte le città greche erano passate sotto il dominio persiano; esse conservarono leggi indipendenti e i persiani non potevano tollerare autonomia politica nel loro impero.
La fase iniziale della guerra nel 499 a.C. fu a favore dei persiani. Le città della Ionia si ribellarono ma ottennero da Atene scarsi aiuti; fu quindi facile per i persiani soffocare la ribellione. Ma il re Dario di vendicò: Mileto venne distrutta e gli abitanti vennero venduti come schiavi. Questo spinse Atene a stipulare un accordo con Sparta.

La prima guerra persiana

Nel 490 a.C. i persiani si diressero verso l'Attica. L'assemblea ateniese decise di inviare contro il nemico tutto l'esercito, costituito da 10.000 opliti e alcuni messaggeri furono inviati a Sparta per invocare aiuto. Atene vinse.
Dario organizzò una nuova spedizione, ma poco dopo morì; il comando passò a suo figlio Serse. La spedizione avvenne con una flotta di trireme e a remare sulle navi erano chiamati i teti, cioè la parte più povera della città.

La seconda guerra persiana

Nel 480 a.C. l'esercito persiano attraversò il Bisforo mentre una grande flotta costeggiava la Grecia per un attacco via mare. L'esercito spartano era formato da soli 300 opliti. In realtà gli spartani avrebbero preferito ritirarsi nel Peloponneso; fare questo però significava perdere l'alleanza di Atene, lasciata sola davanti all'assalto persiano, e con questo la guerra. Essi riuscirono a fermare l'esercito nemico per tre giorni, poi si sacrificarono per proteggere la ritirata dell'esercito e caddero sino all'ultimo uomo.
La flotta greca fu costretta a ripiegare e la popolazione fu evacuata a Salamina; le case e l'acropoli erano state incendiate per ordine di Serse, ma finchè la flotta era salva, Atene nn si dava sconfitta. Ma prevalsero l'intelligenza e la scaltrezza politica di Temistocle; egli sapeva che gli alleati nn potevano fare a meno della flotta di Atene, perciò convinse i greci ad accettare battaglia per il giorno dopo. A quel punto Serse ordinò alla sua flotta di attaccare nelle acque di Salamina. La flotta persiana fu costretta ad infilarsi nel tratto di mare di Salamina, cadendo nella trappola tesa da Temistocle.
L'esercito greco andò incontro ai nemici e la flotta greca annientò quanto restava di quella persiana. Così i persiani rinunciarono a proseguire la lotta e la Ionia riconquistò la sua libertà.
I cartaginesi pensarono di approfittare dell'invasione persiana per impadronirsi di tutta l'isola, perciò inviarono un grande esercito. Anche in questo caso i greci erano numerosi ma il pericolo li spinse ad allearsi con Siracusa e Agrigento. Poi i greci affrontarono i cartaginesi e ne annientarono l'esercito.

L'Età classica

Il V secolo fu caratterizzato dallo sviluppo della democrazia ateniese e si inventarono il teatro, la storiografia, la medicina, la retorica (l'arte del parlare e dello scrivere in modo convincente), l'alte e la filosofia.
Dopo le vittorie greche sui persiani, la guerra non terminò. Greci e persiani rimasero in uno stato di belligeranza; fu una "guerra fredda" in cui vi erano scontri armati e periodi di tregua, ma nessuno si impegnò a fondo per sconfiggere l'avversario.
Sparta rinunciò a qualsiasi attività espansionistica perché c'era il rischio che gli iloti ne approfittassero per ribellarsi, quindi si concentrò sul dominio del Peloponneso.
Così gli ateniesi rimasero soli a gestire la situazione e nel 477 a.C. si formò una lega tra le città greche, in cui Atene assunse il ruolo di città-guida. Il patto di alleanza prevedeva che gli alleati contribuivano alla difesa fornendo contingento militari o pagando un tributo. Il tesoro della lega venne depositato a Delo.

L'ascesa di Atene

Temistocle previde che la nuova condizione di Atene avrebbe condotto la città a uno scontro con Sparta per il predominio sulla Grecia, così egli convinse gli ateniesi a costruire un tracciato di mura (le "Lunghe mura") che univano la città al Pireo. Si creò così una contrapposizione tra i due partiti:
1. uno moderato, più vicino ai contadini e agli aristocratici
2. uno radicale, più vicino al demos, con interessi rivolti a una politica di espansione
Inizialmente si ebbe una prevalenza del partito moderato. Temistocle fu mandato in esilio e si rifugiò in Persia dove fu accolto e rimase al termine della sua vita. L'uomo più autorevole divenne Cimone.
Pochi anni dopo l'accordo tra Atene e Sparta si ruppe: gli iloti avevano approfittato di un terremoto per ribellarsi. Gli spartani chiesero soccorso agli ateniesi, che inviarono aiuti; ma le spese diventavano troppe, così le truppe ateniesi vennero congedate senza troppi riguardi. Questo atteggiamento ferì l'orgoglio degli ateniesi; il partito dei radicali ne approfittò per prendere il sopravvento.

L'Età di Pericle

Ad Atene il potere passò nelle mani di Pericle e fece dei cambiamenti:
1. trasferì tutti i poteri all'assemblea
2. fece decretare che chiunque partecipasse all'assemblea avesse diritto a percepire un'indennità (una retribuzione)
3. nel 451 a.C. venne emanata una legge che affermava che il riconoscimento di cittadino spettava soltanto a coloro che avevano entrambi i genitori ateniesi: erano quindi esclusi dal diritto politico gli stranieri e i discendenti da matrimoni misti.
4. condusse una politica imperialistica
Si formò un nuovo tipo di cittadino: ogni cittadino aveva pari diritto di parola nelle assemblee e pari diritti giuridici.
Si formò anche un nuovo tipo di intellettuale: il sofista, cioè "sapiente". I sofisti furono dei sapienti di professione che insegnavano a pagamento anche l'alte della retorica, che era quello che occorreva per fare parte di un'assemblea. Essi furono critici verso le idee tradizionali e verso il mito.

Imperialismo e democrazia

Dopo la morte di Serse, l'Egitto tentò di ribellarsi ai persiani e chiese l'aiuto di Atene. Al termine della lotta la flotta ateniese fu distrutta. Le due potenze rivali trovarono più conveniente giungere a un accordo, così nel 449 a.C. fu stipulata la pace di Callia, che chiuse lo stato di belligeranza tra greci e persiani.
Pericle riuscì a trasformare la Lega in un impero e il tesoro federale fu trasferito ad Atene. A prendere ogni decisione fu l'assemblea ateniese. Inoltre Atene proibì alle città alleate di coniare monete e impose l'adozione della dracma come moneta comune.
Si manifestarono così delle ribellioni. I cittadini ricchi erano tenuti alla "liturgia", cioè a contribuire a proprie spese a varie attività di pubblico interesse.
Fu ricostruita l'acropoli che i persiani avevano distrutto e fu edificato il Partendone, "tempio della dea vergine", dedicato ad Atena, protettrice della città.
Il tesoro dello stato ammontava a 1.000 talenti che era vietato spendere perché erano la riserva da utilizzare solo in casi di emergenza.

La guerra nel Peloponneso

Ci fu una guerra tra Atene e Sparta e i motivi furono:
1. Pericle aveva fatto approvare un decreto che escludeva Megera dai porti e dai mercati della Lega
2. alla richiesta degli spartani di ritirare il decreto, Atene rifiutò
Scoppiò così una guerra che durò 25 anni. Lo scontro riguardava il conflitto tra due forme opposte di governo: l'oligarchia e la democrazia. Per Sparta si trattava di impedire che Atene riunisse sotto il proprio potere tutta la Grecia : mentre Atene, in caso di vittoria, avrebbe effettuato il passaggio dalla città-stato allo stato territoriale.
Gli spartani invasero l'Attica e la devastarono. La popolazione fu allora evacuata dentro le mura di Atene, in pessime condizioni di vita.
Dopo il primo anno di guerra scoppiò un'epidemia tra la popolazione. Molti ateniesi morirono e tra loro anche Pericle nel 429 a.C. La guida del partito democratico fu presa da Cleone, che voleva una politica di guerra.
Nel 425 a.C. gli ateniesi riuscirono a occupare Sfacteria. La città reagì mandando il suo miglior generale, Brasida, che riuscì a impadronirsi delle colonie ateniesi, ma cadde nella stessa battaglia in cui morì anche Cleone.
Ora si fece strada ad Atene, Nicia, capo del partito moderato, che spinse l'ecclesia ad accettare la pace stipulata nel 421 a.C. dopo dieci anni di guerra.

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