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Guerre persiane

L’impero persiano si era costituito attorno alla metà del VI sec. a.C. ed era diventato la potenza di tutto il vicino oriente. I persiani erano di lingua indoeuropea, provenivano dall’altopiano iranico. Essi apparvero in guerra contro gli Assiri nel XI sec. a.C. , in seguito nel VII sec. furono sottoposti al dominio dei medi, anch’essi indoeuropei. La scomparsa degli Assiri eliminava la sola potenza capace di sbarrare la via espansiva ai Persiani. Nel 550 a.C. il principe persiano Ciro prese il posto del sovrano dei medi, Astiage. Ciro: I primi obbiettivi di Ciro furono la Lidia (Anatolia) di Creso, presa nel 546 a.C. Successivamente furono sottomesse la Licia, le città greche della costa e nel 538 a.C. anche Babilonia. Cambise & Dario: Dopo la morte di Ciro nel 530 a.C. , Cambise conquistò l’Egitto, e in seguito fu vittima di una congiura. Ci fu allora un periodo di crisi causato dalla ribellione della casta sacerdotale e militare. Dario fermò questa ribellione, appoggiando la nuova religione del profeta Zoroastro.


Organizzazione politica: Il territorio conquistato fu diviso in 20 governatorati, le satrapie, a capo di ognuno dei quali venne posto un funzionario nominato dal re, il satrapo. L’operato del satrapo era sottoposto a una rigorosissima sorveglianza. Esistevano anche gli “occhi e le orecchie del re”che verificavano la regolarità delle satrapie. Ogni regione doveva versare enormi tributi allo stato. Il cuore dell’amministrazione era il palazzo reale, dove viveva il re dei re o il gran re, in compagnia di funzionari persiani e di consiglieri provenienti dalle 3 capitali dell’impero: Susa, Ecbatana e Persepoli. La guardia del re era formata da 10.000 cavalieri chiamati Immortali.


Mercato comune: l’impero persiano consisteva in un grande mercato comune dove erano presenti le più svariate realtà: Fenicia, Siria, città greche costiere, regioni dell’Asia minore, Egitto, mesopotamia ecc.. furono soprattutto le regioni costiere a trarre i maggiori benefici da questo stato, che comportò un grande incremento degli scambi tra le diverse regioni e di conseguenza della circolazione monetaria: la moneta persiana rimase a lungo internazionale.


Zoroastrismo: la religione persiana in origine comprendevano varie divinità che comprendevano le forze della natura, senza immagini divine e raffigurazioni umane degli dei. Le pratiche religiose erano in mano ai sacerdoti, i magi. Attorno al VII-VI sec. Zarathustra modificò profondamente la religione. Le sue idee divennero religione di stato, grazie all’apporto di re Dario, che voleva indebolire la casta sacerdotale. Questa religione ci è nota grazie al suo libro sacro l’Avesta. Lo zoroastrismo credeva in un conflitto tra lo spirito del bene (Ahura Mazda) e quello del male (Ahriman), affiancati da divinità malvagie e benevole. Il bene comunque finirà sempre per prevalere. I persiani seguendo questa religione davano molta importanza all’onestà e alla rettitudine.


Le cause del conflitto: da quando Ciro aveva sottomesso il regno di Lidia tutte le città greche della costa ionica erano passate sotto il dominio dei persiani, a cui dovevano versare tributi, anche se mantenevano leggi e istituzioni indipendenti. Nel 499 a.C. le città greche ioniche si ribellarono, ricevendo dalla madrepatria scarsi aiuti. Dario soffocò facilmente la ribellione vendicandosi duramente sulle città greche. Atene, impaurita, stipulò un accordo con Sparta. Nell’estate del 49’ a.C. partì la spedizione persiana verso Atene. Atene decise di difendersi con tutto l’esercito costituito da 10.000 opliti, comandati da Miliziade. Sparta stava celebrando un rito sacro in onore di Apollo, durante la quale era vietato impugnare le armi. Così promise di aiutare Atene al termine del rito (6 giorni). Gli opliti, trincerati sulle alture, spezzarono lo schieramento nemico respingendolo, e costringendolo a reimbarcarsi nel massimo del disordine. Dario organizzò una nuova spedizione, ma poco dopo morì. Il comando passò a suo figlio Serse che preparò un attacco per mare e per terra. La resistenza era formata da Sparta e Atene (molte città erano disposte a contrattare coi nemici). Nel 480 a.C. l’esercito persiano si scontrò contro quello spartano formato solo da 300 opliti che si sacrificarono eroicamente trattenendo il nemico per 3 giorni. La popolazione greca fu evacuata nell’isola di Salamina. Temistocle, generale ateniese, convinse l’assemblea alla battaglia. Serse fece attaccare la sua flotta nelle acque di Salamina, dove fu distrutta grazie all’abilità di Temistocle. Serse si ritirò in Asia. Restava però l’accampamento in Grecia, formato anche da truppe di città greche (Tebe) e guidato da Mardonio. Nel 479 a.C. l’esercito greco guidato da Pausania (di Sparta) annientò l’esercito Persiano, riconquistando anche le città ioniche. Intanto i cartaginesi, approfittando dell’invasione persiana, cercarono di conquistare la Sicilia, con un esercito di professionisti guidati da Amilcare. I greci, meno numerosi, si allearono con Siracusa e Agrigento. Nell’estate del 480 a.C. (nei giorni della battaglia a Salamina) i greci annientarono l’esercito Cartaginese.

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