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Nell’autunno del 32 a.C. Ottaviano ottenne la dichiarazione di guerra al regno d’egitto, cioè formalmente solo a Cleopatra, e il conferimento a sé stesso di tutti i poteri straordinari necessari alla sua conduzione.
In primavera condusse le sue forze terrestri e navali da brindisi sulla costa dell’epiro, a nord del golfo di ambracia, dove sin dall’autunno precedente si trovavano la flotta e l’esercito di antonio e Cleopatra, dislocati nei porti e negli accampamenti della piccola penisola di azio. Trascorsero diversi mesi d’indugio durante i quali nell’armata di antonio andò formandosi una forte corrente contraria alla regina d’egitto, di cui non si tollerava l’arrogante autorità: non pochi dei comandanti di parte antoniana erano disgustati dal fatto di dover sottostare al comando di una donna tanto che avvennero numerosi casi di diserzione fra i regoli alleati, fra gli uffucuali e persino tra gli amici di antonio, come nel caso di dominio enobarbo, antonio si rese conto che solo una battaglia poteva fermare le defezioni e così riunì il consiglio di guerra. Cleopatra fece prevalere l’idea di una grande battaglia navale che avvenne il 2 settembre al largo di azio. Si combattè soprattutto con il lancio di frecce, giavellotti, proiettili di catapulta, oggetti incendiari, cioè con un tipo di combattimento al quale i soldati di ottaviano erano meglio addestrati. Inoltre Cleopatra che comandava le sessanta navi migliori della flotta, a un certo punto dello scontro si ritirò, forse perché vide profilarsi la sconfitta e preferì andare a proteggere la corte egiziana. Ciò compromise definitivamente la battaglia, fino a quel momento di esito ancora non deciso. Antonio, vedendola allontanarsi, la seguì con una quarantina di navi, mentre la battaglia durò fino a sera, quando trecento navi si arresero a ottaviano. Tutto però, non era perdutp, poiché ad antonio restava l’esercito, che ne attese il ritorno per una settimana. Per i suoi soldati, stanchi di attendere, dichiararono la resa il 9 settembre ad ottaviano, mentre antonio raggiunse Cleopatra ad alessandria. Apparentemente i due ripresero una vita spensierata, anche se nel corso dell’inverno altri governatori romani e re vassalli dell’oriente passarono dalla parte di ottaviano.

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