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Guerra civile tra Cesare e Pompeo

Cesare che dal Senato la carica di console e si stanziò sul fiume Rubicone. Il Senato stabilì che i candidati alle magistrature dovessero essere in città. Cesare che racconta di sciogliere l'esercito. Il Senato rifiuta, e poiché viene a conoscenza dei tribuni erano esautori, nel gennaio del 49 a.C rompe gli indugi supera confini alla guida delle sue truppe.
Egli avanza verso la capitale senza incontrare resistenza. Cosa impreparato Pompeo, che abbandona Roma e si rifugia in macedonia dove, sperava di creare un esercito da poter contrapporre a quello di Cesare.
Nelle 49 a.C Cesare conquistò la penisola italica e sbaragliò castagna le legioni fedeli a Pompeo.
Nelle 48 a.C ottenne la nomina di consegne ripartite la Grecia.
In uno scontro presso Farsalo (Tessaglia) sconfisse esercito di Pompeo. Pompeo si recò in Egitto presso il re Tolomeo XIII che lo fece uccidere a tradimento (Bellum Alexandrinum 48/47 a.C).

I seguaci di Pompeo continuarono per qualche anno la guerra contro Cesare, che restò in Egitto sostenendo con Cleopatra, che voleva impadronirsi del trono del marito.
Nel 47 a.C il re del Ponto aveva cercato di ribellarsi al dominio di Roma, ma viene sconfitto nella battaglia di Zela.
Nelle 46 a.C I pompeiani che si erano rifugiati presso Giuba (tra questi vi era anche Catone che pur di non cadere nelle mani di un avversario si suicidò) vennero sconfitti a Tapso.
Nelle 45 a.C I pompeiani superstiti vennero definitivamente sconfitti a Muda in Spagna.

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