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Grecia: dal 1200 a.C. al 700 a.C.

Grecia, secoli bui.

Dopo il crollo dei micenei nel 1200 a.C. le città micenee vengono sostituite da nuovi insediamenti che assunsero l’aspetto di centri urbani. Il territorio greco venne sconvolto da vasti movimenti migratori. Così verso la fine del XI secolo a.c. la Grecia risultò suddivisa in tre differenti stirpi: i dori, gli ioni e gli eoli, che parlavano forme dialettali diverse in una stessa matrice linguistica. Dal 1200 all’800 a.c. il livello culturale e civile dei popoli greci si semplificò notevolmente. Con la scomparsa degli scribi venne meno la scrittura e la produzione artistica registrò un abbassamento di livello. Per queste ragioni quest’epoca è chiamata Medioevo Ellenico. Ma i poemi omerici dimostrano il contrario.


La cultura omerica:

In una società senza scrittura in cui la trasmissione della cultura è affidata all’oralità, la poesia è il principale strumento capace di educare le nuove generazioni. I caratteri degli eroi e delle eroine erano proposti come modelli positivi o negativi di comportamento. Gli dei greci si comportano come uomini e donne e sono belli, immortali, si ingannano, si amano e odiano. Spesso agiscono di prima persona per aiutare i loro protetti. In Grecia non esisteva una casata sacerdotale che aveva il compito di interpretare la volontà divina, qualsiasi persona può compiere sacrifici e riti. La religione non si fonda su una dottrina non possiede libri sacri e non possiede premi e punizioni per buoni e malvagi.


L’organizzazione politica ed economica:

Nel corso del medioevo Ellenico acquistarono importanza le casate aristocratiche. A capo di ogni casa stava il basileus, al quale spettava il comando militare e il potere di risolvere le controversie. La gherusia cioè il consiglio di anziani che potevano regolare la vendetta privata. Infine un assemblea popolare che discuteva questioni di interesse pubblico. Nei secoli bui l’agricoltura e l’allevamento costituivano la fonte di sostentamento principale. Esistevano già i servi e i lavoratori liberi senza terra. L’artigianato rispondeva alle necessità di vestiario e armi. Alcuni prodotti dovevano essere importati e si ricorreva a attività quali la guerra, che forniva ingenti bottini, e il commercio che era basato sul baratto.


Origine della polis:

Nel 8 sec. a.c. in Grecia erano disseminate tante città ciascuna autonoma. La nascita di queste nuove città era legata a una rivoluzione agraria che fece incrementare notevolmente la popolazione tanto che diversi uomini vennero inviati a fondare nuove città. La polis era uno stato del tutto indipendente e, al suo interno, la sovranità non spettava a una o più persone ma a tutti i membri della polis stessa, vale a dire i cittadini. Per la cultura greca la libertà di parola era la forma di libertà più alta, e la parola era l’arma politica più nobile e potente. I buoni cittadini quindi dovevano intervenire nelle assemblee. Il diritto di cittadinanza spettava solo a chi era nato da padre cittadino, chi non lo era poteva vivere ugualmente libero ma non esercitare il diritto politico. In ogni polis esistevano dei magistrati che esercitavano il potere in nome del popolo. A seconda delle condizioni politiche e ambientali potevano stare in carica a vita o per un periodo di tempo, essere eletti dal popolo o a sorte, essere uno o più. Alla partecipazione al potere della polis erano esclusi schiavi, stranieri, donne e uomini sotto i 18 anni.


La comparsa dei tiranni:

i tiranni comparvero in seguito a lotte civili. I tiranni non erano dei despoti ma dei personaggi che contrastavano le aristocrazie poggiandosi sui più deboli. Gli aristocratici reagirono organizzandosi in gruppi spesso in conflitto tra loro e con i tiranni. Nelle poli c’era ampio spazio alla lotta politica: un contadino straniero non poteva lamentarsi essendo privato del diritto di politica, mentre uno greco poteva farlo. Infatti a partire dall’800 a.C. le varie polis divennero luogo di continui scontri sia tra aristocratici e rivali sia tra le diverse classi sociali.


Espansione coloniale:

alla ricerca di nuove terre molti greci nei secoli 8-7 a.C., andarono a stanziarsi in tutto il mediterraneo, fondando decine di polis, dalle coste della Francia a quelle dell’Africa e la Sicilia. la fondazione di colonie era un trasferimento ordinato di forme politiche e culturali accuratamente programmato a cui partecipavano le categorie più disperate. La città di partenza metteva a disposizione le navi e forniva ogni tipo di supporto militare. Arrivati i coloni fondavano una specie di succursale con usi, costumi, religioni. Le città coloniali erano più libere e meno sottoposte al peso delle tradizioni ed erano perciò all’avanguardia. Le principali colonie in Italia furono: Ischia (770 a.C.), Taranto, Sibari, Crotone, Locri, Reggio e soprattutto Siracusa in Sicilia, che era la colonia più importante. (733 a.C.)


Il commercio e la moneta:
la colonizzazione produsse un periodo di grande espansione economica determinata da un inteso sviluppo degli scambi commerciali. Le classi ad arricchirsi furono quelle medie: artigiani, marinai, venditori all’ingrosso, armatori. Questi arricchiti mettevano paura all’aristocrazia. Fu così introdotta la moneta, che era stata inventata dai lidi (Asia minore) e arrivò ai greci dalle colonie orientali. Ogni città aveva una sua moneta, e sostituì ben presto il baratto con la compravendita. Inoltre si svilupparono rapidamente le banche che prestavano anche denaro a interesse elevato, e tra di queste c’erano i templi.

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