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Sparta

La fondazione della città e la suddivisione del territorio: la città di Sparta venne fondata da popolazioni di stirpe dorica nella regione del Peloponneso meridionale.
Originariamente la città consisteva in una serie di villaggi vicini e nemmeno nel corso della sua storia si diede una struttura urbana vera e propria.
L’ordinamento politico e sociale della città veniva fatto risalire ad un legislatore, Licurgo. Egli aveva il potere di sancire l’origine sacra della polis.
Appena fondata Sparta, il territorio fu diviso in lotti uguali (kleros), ognuno dei quali veniva assegnato ad uno spartiate, cioè ad uno dei diretti discendenti dei guerrieri Dori. Spartiati, Iloti,

Perieci: un numero esiguo di spartiati dominava si una popolazione numerosa ed asservita.
Esistevano tre classi sociali:
• Spartiati: uomini liberi, titolari di diritti politici e di proprietà. La condizione di spartiate era legata alla nascita, si potevano però perdere i privilegi di appartenenza a questa casta divenendo debitori dello stato o mal amministratori del lotto;

• Iloti: privi di qualsiasi diritto, dovevano anche combattere in caso di guerra. Vivevano in una condizione da schiavi;

• Perieci: vivevano con una certa autonomia e godevano dei diritti civili. Il loro obbligo fondamentale era quello di combattere in guerra come opliti, al servizio degli spartiati.

La dura educazione degli spartani: la civiltà spartana si basò sull’esaltazione delle virtù guerriere.
Vita di uno spartano:
• Appena nato: il figlio di uno spartiate veniva esaminato dagli anziani della tribù e giudicato idoneo o non idoneo (quindi ucciso);
• 7 anni: i bambini venivano sottratti alle famiglie ed educati da istituzioni cittadine.
• 7-20 anni: i giovani venivano addestrati all’uso delle armi, all’esercizio fisico, a sopportare le fatiche, a ricorrere al furto o all’omicidio per sopravvivere…
Veniva trascurato ogni tipo di formazione culturale libera e personale. Lo spartiate era al servizio della città.
Iniziazione alla vita guerriera: i giovani dovevano nascondersi in campagna per un certo periodo di tempo e di notte assalire ed uccidere a caso quanti più iloti potevano.
• la famiglia perse importanza;
• la donna acquistò autonomia;
• un’educazione come quella spartana produsse eccellenti guerrieri ma nessun grande uomo politico o artista.

L’organizzazione dello stato spartano: al vertice politico della società spartana stavano due re, che furono poi affiancati da tre organismi istituzionali:

• Apella: assemblea degli spartiati, si radunava una volta al mese. Eleggeva i magistrati e decideva sulle questioni più importanti.
• Gherusìa: consiglio di anziani composto da 2 re + 28 anziani spartiati. Potere legislativo ed esecutivo.
• Efori: erano cinque magistrati che avevano funzioni di controllo e potere giudiziario. Venivano eletti ogni anno dall’apella e potevano deporre e arrestare tutti i magistrati.

Atene

Le riforme di Solone: Solone fu nominato arconte con il compito di stabilire una costituzione per la città e di tentare di porre termine ai violenti conflitti sociali.
“Riforme” di Solone:
• Cancellate tutte le ipoteche sulla persona e sui beni dei cittadini dichiarando nulli i debiti garantiti da tali ipoteche;
• Proibito che un cittadino potesse diventare schiavo di un altro per estinguere un debito;
• Vietata l’esportazione di prodotti indispensabili al nutrimento degli strati più poveri;
• Favorita l’esportazione di olio e vino;
• Introdotte unità di misura per i cerali e per i liquidi;
• Costituito un corpo di funzionari (metronòmi) incaricati di vigilare sul rispetto delle misure.

La costituzione timocratica: la misura più importante di Solone fu quella di modificare la costituzione ateniese abolendo le distinzioni fondate sulla nascita. Nacque perciò una costituzione timocratica, cioè una costituzione che i diritti e doveri dei cittadini in base alla ricchezza posseduta. Nacquero anche quattro classi sociali ricche che parteciparono al potere in base al loro peso economico: i pentacosiomedimni, i cavalieri, gli zeugiti ed i teti.

Le classi sociali, esistevano quattro classi sociali:
• Pentacosiomedimni: cittadini più ricchi che avevano un raccolto di almeno 500 medimni. Pagavano le imposte più alte. Da questa classe provenivano i magistrati più importanti.
Segue…
• Cavalieri: cittadini che ottenevano dalle loro terre un raccolto tra i 500 e i 300 medimni. Anche fra questi potevano essere eletti gli arconti e gli efeti (= membri di un collegio di 52 persone che giudicava gli omicidi involontari);
• Zeugiti: cittadini che possedevano una coppia di buoi e raccoglievano fra i 300 e i 150 medimni;
• Teti: cittadini che vivevano del loro lavoro, erano piccoli contadini o braccianti. Non possedevano nulla e non avevano redditi.
Le prime tre classi (pentacosiomedimni, cavalieri, zeugiti) potevano essere eletti ed eleggere, invece i teti potevano soltanto eleggere.

Il nuovo ordinamento politico della polis:
• Arcontato: organo del potere esecutivo. Composto da 9 arconti eletti fra i pentacosiomedimni e i cavalieri.
• Consiglio dell’areopago: era composto dagli ex arconti. Aveva il compito di preparare le leggi e controllare la legittimità del comportamento degli arconti.
• Ecclesia: assemblea popolare. Eleggeva gli arconti, approvava le leggi, decideva su guerra e pace. Potevano farne parte tutti i maschi che avevano più di 20 anni.
• Undici: amministravano la giustizia. Erano magistrati eletti fra gli zeugiti e si occupavano della azioni di polizia giudiziaria.
• Eliea: tribunale popolare. Sedevano i giudici di tutte le classi. L’Eliea fu una barriera alle prepotenze dei potenti, anche se la partecipazione dei cittadini poveri fu limitata. L’Eliea fu l’organismo che promosse la partecipazione di molti ateniesi alla vita pubblica.

I conflitti sociali e l’affermazione di Pisistrato: Molti erano gli scontenti della riforma Soloniana:
• I nobili avevano visto limitato il loro potere e desideravano una rivincita;
• I larghi strati popolari chiedevano una costituzione più democratica;
In Attica si erano creati tre partiti in lotta fra loro:
• I PARALII: erano gli abitanti delle coste (mercanti, artigiani, pescatori, marinai). Chiedevano una politica che non privilegiasse l’agricoltura.
• I PEDIACI: erano i grandi proprietari terrieri della pianura centrale dell’Attica.
• I DIACRI: erano gli abitanti della montagna (pastori, piccoli proprietari terrieri).
Capo dei Diacri era il nobile Pisistrato e cominciò a pensare di sfruttare la sua popolarità per impadronirsi del potere ad Atene.
Si procurò una guardia armata di cinquanta uomini e successivamente occupò l’acropoli assumendo poteri assoluti.
Dopo cinque anni, Pisistrato fu esiliato ed iniziò un decennio di gravi disordini interni. Durante questo periodo i nemici di Atene sottrassero territori a questa città.
Pisistrato rientrò in patria approfittando dei disordini e rimase al potere per diciotto anni, fino alla morte.

Un governo equilibrato e saggio: Il governo di Pisistrato fu equilibrato e saggio. Fu definito come governatore illuminato. Pisistrato lasciò in vigore tutti gli istituti della costituzione soloniana, ma riservò a sé e ai suoi fidi ogni decisione.

Le opere pubbliche: Sotto Pisistrato, ad Atene sorsero l’Olimpieo, il tempio di Apollo Pizio e furono istituite grandiose feste come le Panatee (in onore di Atena) e le feste Dionisie (in onore di Dionisio). I commerci ebbero un enorme impulso.

La politica estera: Pisistrato riconquistò i possedimenti persi nella guerra di Megera e si impadronì di Delo. Per espandersi, aveva bisogno di una flotta adeguata; creò allora delle associazioni costiere (naucrarie) che assicurassero la costruzione di una nave.
In questo modo i Paralii (abitanti delle coste) ricavarono molto dalla costruzione delle navi e i Pediaci (abitanti delle pianure) videro aprirsi le rotte per la vendita dei loro prodotti.

La sanguinosa dittatura di Ippia: Alla morte di Pisistrato, il potere passò al figlio Ippia. Quando il fratello venne assassinato da due nobili, Ippia trasformò il suo governo in una sanguinosa dittatura: cercò di eliminare fisicamente tutti quelli che riteneva nemici. Con questo governo vi fu una politica estera rovinosa. Le famiglie aristocratiche chiesero l’appoggio di Sparta per abbatterlo e Ippia si arrese lasciando Atene.

Il tradimento e la sconfitta degli Spartani: Gli Spartani però non si ritirarono da Atene, ma appoggiarono il colpo di stato di Isagora (amico del loro re). Egli fece condannare a morte diverse centinaia di rappresentanti delle famiglie aristocratiche e sciolse l’assemblea popolare.
Egli però, permettendo all’esercito spartano di insediarsi sull’acropoli, fece insorgere il popolo ateniese e a capo della rivolta si pose Clistene che obbligò in tre giorni gli spartani a lasciare Atene.

L’ostracismo: l’ostracismo era la facoltà dell’Ecclesia di esiliare dei cittadini giudicati pericolosi per la città e per le istituzioni.
L’esilio durava 10 anni e chi ne era colpito non perdeva il proprio patrimonio. Una volta all’anno, ogni membro dell’assemblea polare aveva a disposizione un coccio sul quale scrivere il nome del cittadino che voleva punire: la persona che compariva più volte veniva esiliata. La votazione, successivamente, fu valida se partecipavano almeno seimila cittadini.
La pratica dell’ostracismo fu introdotta per scongiurare il pericolo della tirannide e con il tempo divenne lo strumento che i vari partiti politici avevano in mano per colpire i nemici e fu causa di gravi ingiustizie.

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