Le grandi migrazioni

A partire dal III millennio a.C., probabilmente a causa di un mutamento climatico, inizio un massiccio e lungo spostamento di popolazioni nomadi, dette "indoeuropee", provenienti dalle pianure della Russia centrale e meridionale; alcune si diressero verso l'Europa, dove, differenziandosi, diedero inizio alla formazione degli antichi popoli europei (Balti, Germania, Celti, Italici, Slavi, Illiri, Achei, Traci, Sciti); altre verso il vicino oriente (Hittiti, Armeni, Frigi, Iranici, Medi); altre ancora verso l'Asia meridionale (Indoariani).
Esse usavano lingue fra loro somiglianti e che nel XIX secolo gli studiosi chiamarono "indoeuropee".

Un secondo gruppo di popoli, i Semiti, si stabilirono, invece, nella penisola arabica, da cui raggiunsero le coste del Mediterraneo orientale (Ebrei, Fenici) e la Mesopotamia (Assiri, Babilonesi, Accadi); essi parlavano lingue di ceppo comune, dette "semitiche", cui appartenevano anche l'aramaico, lingua parlata è compresa in quasi tutto il vicino oriente nel I millennio a. C. Infine i Camiti si stabilirono in Africa settentrionale, dove diedero origine alla civiltà egiziana.

L'urto provocato dall'arrivo di questi popoli in Europa e nel bacino del Mediterraneo determinò una radicale cambiamento storico rispetto alla situazione preesistente.

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