Genius 4330 punti

Gli Amanuensi

Gli antichi popoli non avendo la carta per scrivere usavano il legno, la pietra, i cocci di vaso, il metallo o le tavolette di argilla.

Si trattava però di materiali piuttosto pesanti e non sempre facilmente trasportabili. I materiali più leggeri erano pochi, ma dei più usati era la pelle di agnello, pecora, montone o capra, lavorata in modo da renderla liscia, chiamata pergamena, in quanto era entrata nell'uso comune per la prima volta a Pèrgamo, città dell'Asia Minore.
La scrittura dalla quale derivano i caratteri di oggi è il romano e la capitalis, nel corso del tempo i caratteri hanno assunto forme più arrotondate originate dall'esigenza di scrivere più rapidamente.
La scrittura Fonetica (pronuncia) oggi in uso presso tutti i popoli del mondo occidentale, è quella corrente Latina (corsivo), la stessa usata dai primi tipografi che operavano in Italia nel Rinascimento.

Essa riprende per molti aspetti, quella degli amanuensi medievali, che a sua volta si ricollega alle lettere Capitali dell'epoca classica romana. Con l'introduzione della pergamena, nel secondo secolo avanti Cristo, il libro prende la forma di codice.
Dall'epoca Cristiana al Medioevo si sviluppa l'arte del manoscritto, il testo viene integrato con illustrazioni e si ha quindi il codice miniato. I secoli XIV e XV segnano il massimo splendore della miniatura italiana e francese. Il declino della ornamentazione del libro inizia nel secolo XVI, in seguito alla diffusione della stampa a caratteri mobili.
I tipografi cercano di imitare quanto più possibile il libro a mano introducendovi miniature, lettere capitali, decorazioni, cosi da far apparire il libro realizzato con tecniche meccaniche simili a quelle del manoscritto.
Gli amanuensi continuano nella propria attività, ma il nuovo sistema soppianta definitivamente il vecchio e soltanto pochi rimangono agli ordini di alcuni raffinati clienti, che considerano il nuovo sistema scadente sotto il profilo estetico.
La risposta dell'arte della miniatura secondo l'antica definizione avviene in Inghilterra durante il Gothic revivol. Inizialmente era un fenomeno culturale legato al collezionismo e alla classificazione dei manoscritti, più tardi invece si allarga alla considerazione teorica e tecnica di questa espressione figurativa nei confronti delle altre arti.
La sistematica indagine sulla miniatura promossa a partire dalla fine dell’ottocento dagli studiosi della scuola di Vienna porta al definitivo superamento della concezione della miniatura intesa come arte "minore".
Conduce del pari a definire con precisione la funzione e il significato degli scriptoria attivi presso i grandi conventi europei, che nella organizzazione quasi industriale della loro attività, assumono una dimensione fondamentale nella elaborazione più generale della cultura visiva.
All'interno degli scriptoria medioevali vi era una specifica suddivisione dei compiti. Accanto ai miniatori veri e propri lavoravano i pittori di iniziali, gli antiquari o calligrafi e infine gli scriptores o aiutanti comuni, gli amanuensi.
L'equipe era specializzata in varie forme di libri decorati: vangeli, messali, libri d'orè, corali, ecc…
Oggetti preziosi e lussuosi, custoditi gelosamente nei tesori e nelle biblioteche, utilizzati per la liturgia ufficiale o per disparati usi privati.

Registrati via email