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La dinastia Giulio - Claudia

L'imperatore Augusto aveva bisogno di un successore.Non aveva figli maschi, quindi pensò di adottare i nipoti, Gaio e Lucio, figli di sua figlia Giulia dal marito Agrippo. Altre alternative furono i due fratelli, Tiberio e Druso, figli di primo letto di Livia Drusilla. Augusto manifestò grande effetto per Gaio, Lucio e Druso, ma non per Tiberio. La situazione peggiorò quando Gaio mori in guerra nel 4 d.C., Lucio per una malattia nel 2 d.C., e Druso nel 9 d.C. in viaggio. Quindi l'unico successore era Tiberio che divenne imperatore alla morte d'Augusto nel 14 d.C.
Nel 14 d.C Tiberio divenne imperatore e trasformò Roma in una monarchia ereditaria.
Tiberio restaurà la dinastia Jiulio - Claudia perchè era membro della jens Julio e poichè fu adottato da Agusto e della gens Claudia visto che suo padre era Claudio Nerone.
Fu criticato per la legge della lesa maestà.

Tiberio fu un principe capace e livido che rifiutò pure il nome d'imperatore poichè pensava che lo meritasse solo Augusto. Ma poi nel 37 d.C. Tiberio mori e gli successe Caligola (Gaio Cesare Giulio), figlio di Germanico.
Caligola rispettò gli altri modelli di governo, anzi prese provvidimenti a favore del popolo, ma poi nel 41 d.C. fu eliminato da una congiura dei pretroiani.
Cosi il potere passò a Claudio, il fratello. Venne promosso dai militari e dal senato. Aveva un governo saggio ed equilibrato, e utilizzò pure i liberti (funzionari imperiali). Egli aveva pure un successo esterno. Infatti conquistò la Gallia, la Mauritania e la Tracia e nel 42 la Britannia.
Formò nuove colonie ,allargò il diritto di cittadinanza e romanizzazione rendendo Roma un grande stato.
Nel 51 d.C. avviene la fine di Claudio sulle mani di Nerone, figlio primo di sua moglia Agrippa che adottò Claudio.
Nerone nel 59 d.C. iniziò una politica di terrore in cui uccise le due mogli, Ottava e Pompea, e la stesse madre, Agrippa. Egli nel 64 d.C. bruciò i quartieri di Roma e diede colpa ai cristiani e cosi iniziò una vera persecuzione per i cristiani. Impose l'autocrazia ed una serie di riforme fiscali e monetarie sulle feste e fiere che dannegiò l'economia di Roma e anche delle altre provincie, cosi nel 68 d.C., Galba, re di Spagna lo dichiarò nemico e lo uccise.

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