I rapporti con l'impero


In una società guerriera come quella germanica la gerarchia e il prestigio dipendeva dal valore in battaglia. L'assemblea di tutti gli uomini liberi in grado di combattere (gli arimanni) sceglieva il guerriero più valoroso come capo del popolo; tale carica, originariamente temporanea, divenne permanente quando le tribù abbandonarono la vita nomade. Sotto di lui vi erano i nobili, per discendenza di sangue o per il valore dimostrato in battaglia, chiamati adalingi.
Vi erano poi i semiliberi (aldii), destinati alla coltivazione dei campi, e gli schiavi: perlopiù prigionieri di guerra. I rapporti tra l'impero romano e le tribù germaniche conobbero due fasi distinte: nella prima, fino al IV secolo, si verificò una penetrazione pacifica nei territori dell'impero; nella seconda (V-VI secolo) iniziarono vere e proprie incursioni armate.

In alcuni casi gli imperatori cercarono di regolamentare giuridicamente rapporti con i barbari; invasori potevano infatti diventare i coloni, truppe ausiliarie dell'esercito imperiale oppure potevano diventare foederati con soldo, tribù stanziate al di qua del limes con il compito di difendere la popolazione locale, o ancora foederati con hospitalitas: truppe militari che al posto dello stipendio ricevevano un terzo delle case e dei terreni per il diritto di acquartieramento; poco alla volta con le assegnazioni si trasformarono in proprietà.

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