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Le popolazioni germaniche che si stanziarono in Occidente avevano un’organizzazione di tipo tribale, strutturata in clan, ossia in gruppi di vera o propria discendenza da un antenato comune, che a loro volta comprendevano varie unità familiari. I membri dello stesso clan erano fortemente solidali tra loro e l’offesa compiuta a un singolo rappresentante era considerata rivolta all’intero gruppo, tanto che poteva scatenare faide tra gruppi diversi. In questa società dell’onore aveva grande importanza e costituiva la base del prestigio sociale. La vendetta era quindi un dovere e anche i codici delle formazioni sociali con sovranità territoriale stabile ne riconosceva la legittimità.

Come accadeva nel mondo greco arcaico, la posizione della donna coniugata era particolare: apparteneva, infatti, a due famiglie e talvolta anche a due clan diversi. Pertanto la potestà del capofamiglia sulla sposa scontrava con quella del padre e dei fratelli di lei. Le leggi longobarde affidavano la difesa della moglie accusata dl marito alla famiglia da cui proveniva. I parenti potevano, infatti, scagionarla o con un giuramento o con un duello. Il ricorso in quest’ultimo caso al campione, che affrontava una prova ordalica o un duello, testimonia la forza dei legami di clan.

Il campione poteva, infatti, essere scelto, oltre che nella famiglia, anche all’interno del clan. L’intervento di un capo estraneo alla famiglia creava un forte legame di solidarietà, che poteva essere compensato con la cessione matrimoniale di una figlia. L’alleanza militare veniva saldata dal vincolo di parentela.
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