Storia: Gaio Mario e Lucio Silla

Dopo la morte dei Gracchi , il legame fra la società romana era ormai rotto, ognuno pensava alla difesa dei propri interessi. Il potere di Roma fu messo in discussione dal re di Numidia, Giugurta, mentre l’esercito romano stava subendo una forte sconfitta contro le tribù tedesche dei Teutoni e dei Circeni. A Roma spicco un homo novo ( cioè che nessun suo familiare prima d’ora aveva mai intrapreso una carriera politica), Gaio Mario. Nel 107 a.C. fu eletto console, nel 105 a.C., sconfisse Giugurta e nel 104 a.C. , riformà7ò l’organizzazione dell’esercito romano, permettendo anche ai proletari nullatenenti di intraprendere una carriera militare a pagamento. Ne uscì fuori un numeroso esercito e molto forte. Con questo esercito Mario sconfisse i Circeni e i Teutoni.Mario con l’appoggio dei sui legionari diventò capo del partito popolare. Con l’entrata di Mario nella vita politica di Roma, ebbe una grave conseguenza; all’inizio era un conflitto fra bande con idee politiche differenti , in seguito diventò una vera e propria lotta fra eserciti romani.

Nel 91 a.C. i popoli italici, alleati di Roma iniziarono una ribellione, perché loro avevano chiesto al senato per dare loro la cittadinanza romana, ma i senato rifiutò. I ribelli sconfissero molte legioni romane. Nel 88 a.C. viene concessa a loro la cittadinanza romana.
In questa guerra civile, si distinse Lucio Cornelio Silla, che stava dalla parte dei senatori.
Lui fu eletto console, e il senato gli affidò la spedizione contro Mitridate , re del Ponto , ma Mario gliela fece togliere, allora Silla marciò su Roma con il suo esercito e Mario dovette fuggire. Mentre Silla stava combattendo in Asia, Mario rientrò a Roma e fu rieletto console. Dopo essere stato rieletto console perseguitò i seguaci del partito aristocratico. Dopo la morte di Mario, Silla dovette affrontare nuove ribellioni, e affidò questo compito a Gneo Pompeo che riuscì a reprimerle con facilità. Dopo essere stato eletto dittatore , Silla perseguitò a sua volta i seguaci del partito popolare. Quando Silla pensava che il partito aristocratico aveva riconquistato la forza, si ritirò e morì dopo un anno.

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