Il foro romano

Fin dagli albori della storia di Roma, il cuore politico ed economico della Repubblica è sempre stato il foro: in questo spazio quadrangolare, circondata da edifici pubblici e religiosi si sono svolte le vicende decisive e prese le decisioni cruciali della storia di Roma e poi dell'intero impero, fino all'epoca del suo definitivo tramonto.
È naturale dunque che tale area abbia conosciuto, nell'arco dei secoli, un enorme sviluppo edilizio segnato da diverse e sovrapposte in fasi costruttive: nella ricostruzione più accreditata, basata sui resti archeologici e tuttora esistenti del foro, si vedono infatti affiancati edifici di epoche anche molto lontane tra loro. Al tempo di Cesare e di Augusto il foro, cui entrambi diedero notevole impulso, doveva apparire come un'area affollatissima di monumenti.
Gli imperatori che seguirono, poi, lo ampliarono ulteriormente creando i cosidetti fori imperiali. La Curia, sede del Senato venne fatto edificare da Cesare al posto di quella precedente nel 52 a.C. e fu poi completata da un Augusto. Tra questa e i Rostri, la tribuna degli oratori costruita da Augusto, si innalza l'arco di Settimo Severo eretto nel 203 d.C. per celebrare le sue vittorie contro i Parti. Inoltre alle spalle dei Rostri si trova un imponente area sacra, costituita dal tempio di Saturno inaugurato nel 498 a. C. ma poi interamente ricostruito nel 42 a.C., dal tempio della Concordia, risalente al IV sec. a.C., dal tempio di Vespasiano, che è invece della fine del I sec. d.C., e dal portico degli dèi Consenti, risalente al III sec. a.C. ma poi ricostruito sotto i Flavi. Ai piedi del Campidoglio, chiude il foro il Tabularium, cioè l'archivio di Stato, fatto erigere da Silla ne 78 a.C.

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