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Fu scelto come sostituto nel consolato Valerio Flacco, a cui Cinna affidò il compito di andare in Oriente ufficialmente per combattere Mitridate, di fatto anche per eliminare Silla. Tuttavia in Grecia Silla ottenne una nuova vittoria ad Orcomeno, nell’autunno 86 a.C. proprio mentre Valerio Flacco veleggiava verso oriente con due legioni. Giunto a Bisanzio, però Flacco su eliminato dai suoi soldati, istigati dal suo legato Fimbria e stanchi della troppo rigida disciplina che il console imponeva. Fimbria assunse il comando e riuscì ad occupare Pergamo, sperando di accordarsi con Silla. Il piano non gli riuscì perché Lucullo che era giunto al largo con la flotta raccolta, si rifiutò di collaborare con lui, consentendo a Mitridate di fuggire. Fimbria, dopo l’abbandono da parte dei suoi soldati si uccise e Silla nell’estate dell’85 a.C. preferì concludere un accordo con Mitridate sulla base dello status quo ante bellum, cioè dell 89 a.C. anche se non era stato completamente vinto, il re del Ponto si impegnava a rinunciare a tutte le sue conquiste, a cominciare dalla Bitinia e dalla Cappadocia. Silla otteneva che Roma recuperasse la provincia d’Asia e che Mitridate consegnasse settanta navi e duemila talenti. Di fatto il re del Ponto continuò fino all’81 a.C. ad opporsi all’evacuazione della Cappadocia, costringendo Roma a tenere impegnate in Asia delle legioni. Stiamo parlando della seconda guerra mitridatica.

Comunque, la scelta di Silla di accordarsi con Mitridate era dipesa dalla volontà di accelerare la soluzione del conflitto per tornare il prima possibile a Roma. Il generale ottenne anche l’appoggio delle legioni mariane inviate da Cinna per operare in Asia, senza contare che attorno a lui si riunirono i fuggitivi da Roma, dove appunto imperversava Cinna. Costui ottenne nuovamente l’elezione a console per l’84 a.C. (la terza consecutiva) insieme al collega Papirio Carbone. Ma alla fine dell’85 a.c. fu ucciso dai soldati della flotta ammutinata che aveva concentrato ad Ancona, con l’intenzione di sbarcare in Illiria per contrapporsi a Silla. Alla testa della fazione popolare si pose allora il suo collega Papirio Carbone, con il giovane Caio Mario, figlio del grande Mario, che sostituì Cinna nel consolato. Quanto a Silla decise di rimanere ancora in Oriente fino all’83 a.C. per riassestare il dominio romano sia in Asia che in Grecia, dove le città che avevano appoggiato Mitridate furono brutalmente punite e quelle rimaste fedeli ricompensate. In particolare i provinciali d’Asia furono alla mercè dei pubblicani, poiché dovettero pagare tutte le imposte arretrate dall’89 all’84 a.C.

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