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I Fenici
Il nome fenici deriva dal greco phoinikes, ossia Rossi. Con questo termine venivano chiamati i mercanti cananei che commerciavano stoffe dal colore rosso porpora. I Fenici provenivano dalle antiche città cananee della costa settentrionale dell’area siro-palestinese che corrisponde all’attuale Libano. Questo popolo semita era organizzato in città indipendenti. Le caratteristiche del territorio abitato dai Fenici ebbero una notevole importanza nella formazione della loro storia. La Fenicia era costituita da una striscia di terra la cui larghezza variava tra i 12 e i 50 Km. A causa della scarsità di terreni coltivabili, l’agricoltura era poco praticata. La consuetudine al commercio, l’abilità nella navigazione, la disponibilità di legname furono le condizioni che segnarono la loro identità di popolo e la loro civiltà. Le città fenicie possedevano attività commerciali. Erano governate da un re e da un consiglio formato da ricchi mercanti. I fenici svilupparono straordinarie attività artigianali. I loro tessuti tinti con la porpora erano noti in tutto il vicino oriente e nel Mediterraneo. Molto famose erano le placche d’avorio che erano scolpite, decorate con pietre colorate e ricoperte d’oro. Esse avevano uno stile che gli studiosi definiscono internazionale. I fenici furono il primo popolo a creare un commercio marittimo di eccezionale portata in una vasta area. L’economia delle città fenice nasceva da un insieme di condizioni che erano un misto di opportunità e di svantaggi iniziali. A tutto questo bisogna aggiungere i progressi nella tecnica della navigazione e nella costruzione delle imbarcazioni. I fenici possedevano mappe di navigazione che consentivano di viaggiare anche di notte. Un elemento vantaggioso per la fabbricazione delle navi era l’abbondanza di bitume per rendeva le navi impermeabili all’acqua. Inoltre la costruzione delle navi fu migliorata attraverso l’invenzione della carena a della chiglia. Gli antichi scrittori greci e romani attribuiscono ai fenici l’invenzione della più famosa nave antica, ossia la trireme. Costretti a navigare vicino alla terra ferma i mercanti fenici necessitavano di centri di smistamento delle merci, di rifornimento di acqua e di cibo. Nacque così una vasta rete di scali commerciali che dette origine alla colonizzazione. Ogni città aveva proprie divinità anche se quella più importante era Tanit, dea della fertilità.

I cretesi
L’isola di Creta è costellata da insenature che costituiscono ottimi porti naturali. È ricca di vegetazione e di riserve di acqua dolce e presenta pianure e Monti. La posizione geografica dell'isola di Creta era molto favorevole ai commerci. Creta divenne un punto di incontro di civiltà diverse. A sua volta ebbe l’opportunità di diffondere nel resto del mediterraneo numerose tradizioni nate sull’isola. Verso la metà del VII millennio a.C. l’isola di Creta era abitata da una popolazione autoctona, ossia una popolazione nativa del luogo, che viveva di caccia e di pesca e di una rudimentale agricoltura. Essi importarono dalla terra d’origine usi e costumi, tecniche e riti religiosi. Introdussero l’uso del rame e del bronzo e intensificarono la coltivazione. La fine delle civiltà contadina e l’inizio della civiltà urbana avvenne tra il 2000 e il 1700 a.C. e fu caratterizzata da un aumento demografico e dall’elaborazione di una propria cultura. Questo periodo è chiamato protopalaziale, perché a governare ogni città c’era un re che controllava il territorio circostante e aveva sede nel grande palazzo. Il dominio che i cretesi detenevano sul mare è detto talassocrazia ed era legato all’esistenza di una potente flotta. Il grande cataclisma non significò la fine della civiltà cretese. In breve tempo vennero costruiti sontuosi palazzi con innovazioni architettoniche. Si entrò così nella fase neo palaziale (o dei secondi palazzi) che durò fino al 1450 a.C. In questo periodo c’era il leggendario re Minosse. Una nuova catastrofe distrusse per una seconda volta i palazzi minoici tranne quello di Cnosso. Ebbe così inizio il periodo post palaziale. I Palazzi erano dotati di fortificazioni e fecero di Cnosso la capitale. La principale divinità venerata dai cretesi era la grande madre, il cui culto era diffuso in tutto il mediterraneo fino all’epoca paleolitica. La grande madre rappresentava la forza fecondatrice che mantiene la vita sulla Terra. L’animale sacro per eccellenza era il toro. I cretesi praticavano un rituale religioso consistente in una gara con il toro per propiziare la fertilità. Legata al culto della dea madre e simbolo della potenza dei sovrani minoici, era diffuso come oggetto sacro l’ascia bipenne. I primi grandi miti mediterranei ebbero origine a Creta. Molto famoso è quello del labirinto e del Minotauro. Il Minotauro era una creatura con la testa di toro e il corpo di uomo.

La civiltà micenea

Intorno al 1900 a.C. giunsero in Grecia i micenei, una popolazione indoeuropea. Dopo l’invasione, i micenei si erano fusi con le popolazioni indigene e avevano dato vita a centri urbani caratterizzati da una struttura palaziale centralizzata. Ogni città micenea era organizzata come un piccolo regno. C’era il re detto wanax, Il sovrano che governava il rappresentante dell’aristocrazia militare, i cui capi si riunivano in consiglio per prendere le decisioni più importanti. L’economia micenea era basata sull’agricoltura, sull’allevamento, sull’artigianato e sul commercio. Gli artigiani micenei erano particolarmente abili come costruttori, tessitori, fabbri, ecc. I micenei potevano contare su diversi tipi di imbarcazioni, sia da carico, sia da guerra: queste erano impiegate anche per la pirateria. L’impresa più famosa dei micenei fu la vittoria riportata su Troia, una città in posizione strategica. La città che gli achei chiamavano Troia corrisponde ad un insediamento esistente fin dal IV millennio a.C. I Mercanti che intendevano varcare lo stretto dovevano pagare un pedaggio ai troiani per potersi accampare sulla spiaggia.

I cittadini e la politica in Grecia
In Grecia le città si chiamavano polis. Tra le polis greche, emergevano per importanza Atene e Sparta. Ad Atene l’opera riformatrice di Solone e Cisteine pose le basi per un sistema sociale aperto in cui era possibile la partecipazione dei cittadini al governo delle città, s’eppure gradualmente è in forme diverse a quasi tutti i gruppi sociali. Questo fatto consente di poter parlare del verificarsi ad Atene di una prima forma di democrazia. Nella città di sparta si consolidò un modello politico di tipo oligarchico. Il significato dei due termini incontrati è:
- Democrazia: governo del popolo;
- Oligarchia: governo di pochi.
A Roma, fondata nel 753 a.C. per alcuni secoli rimase un modello politico di tipo monarchico.
Monarchico: governo di una sola persona.
In Grecia, ad Atene, era demandato dalle decisioni che venivano prese dal popolo in assemblea ossia che si riuniva nelle agorà.
Agorà: Piazza.

Le guerre persiane
Le numerose città greche delle coste dell’asia minore erano protagoniste di un florido commercio che le collegava con atene, magna grecia, e faceva di loro una sorta di cerniera tra Oriente e Occidente. La situazione cambiò radicalmente quando Ciro, re dei persiani, sconfisse il re di Lidia. Le città greche presero la loro posizione economica e furono subordinate alle esigenze del dominio spartano. L’inizio della rivolta fu opera di aristagora. Nel 492 a.C. Dario inviò verso l’ellesponto il generale Mardonio al comando di un grande esercito. Nel 490 a.C. fu allestita una nuova spedizione per punire Atene ed eretria colpevoli di aver portato aiuto alla rivolta ionica. Questi preferì attaccare sena attendere gli aiuti confidando nella rapidità dell’azione che nel numero. Nel 481 a.C. quando ormai era prossimo l’attacco persiano, si formò la lega ellenica, un alleanza militare guidata da Sparta considerata la potenza militare più forte.

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