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Origine degli Etruschi

Sin da quando gli studiosi hanno cominciato ad interessarsi delle vicende degli Etruschi, sono state avanzate ipotesi sulle loro origini, che apparivano misteriose perché essi parlavano una lingua non-indoeuropea e avevano usanze e costumi palesemente orientaleggianti.
Già nell’antichità lo storico greco Erodoto ( V sec. a.C ), nelle “Storie”,I, sosteneva che: - Al tempo del re Atis una terribile carestia colpì tutta la Lidia in Asia Minore. Gli abitanti per distrarsi dalla fame inventarono il gioco dei dadi e della palla e tutte le altre specie di giochi. E utilizzavano ciò che avevano inventato per non sentire la fame, poiché un giorno giocavano e l’altro mangiavano.
Ma poiché la carestia non cessava, il re divise i Lidi in due gruppi e sorteggiò quello che doveva emigrare. Egli restò a capo del gruppo destinato a rimanere e nominò capo di quelli che dovevano partire il proprio figlio, chiamato Tirreno.
Essi costruita una flotta, salparono alla ricerca d’un paese in cui vivere.
Dopo aver conosciuto molti popoli, giunsero fra gli Umbri, dove fondarono città che abitano ancora oggi.
Tuttavia cambiarono il loro nome con quello del re che li aveva guidati e si fecero chiamare Tirreni.-
Dionigi di Alicarnasso, invece, in “Antichità romane”,I, scriveva: - Alcuni dicono che i Tirreni sono indigeni in Italia, altri che sono nuovi venuti.
Coloro i quali favoleggiano che essi siano immigrati, affermano che il capo della migrazione fu Tirreno, e che questi diede al popolo il proprio nome.
Era, costui, un Lido. Ma io non credo che i Tirreni siano coloni dei Lidi, perché non parlano la stessa lingua; e non si può neppure dire che conservino qualche altro carattere rivelatore della loro terra di origine. Infatti, venerano dèi differenti da quelli dei Lidi, e non hanno leggi simili, né lo stesso modo di vivere.
È probabile dunque che siano più vicini al vero coloro i quali sostengono che essi non sono venuti da nessun altro paese, e che sono indigeni, poiché si può constatare che essi sono un popolo antichissimo, e si distinguono da ogni altro per la lingua e per i costumi.

L’ascesa e il tramonto degli Etruschi

Stabilitisi in Toscana e nell’alto Lazio, dove fondarono numerose città, come Volterra, Cere, oggi Cerveteri, Tarquinia, Chiusi, Perugia, Cortona, Veio e Arezzo, gli Etruschi durante il VII e il VI secolo estesero la loro influenza e il loro dominio diretto nella pianura padana, nel Veneto e nella Campania.

Nel corso di questa espansione fondarono altre città, tra cui Felsina (Bologna), Modena, Parma, Rimini, Ravenna, Adria, Capua.
La presenza degli Etruschi si fece sentire anche sul mare. Le città di Populonia, Vetulonia, Vulci, Tarquinia e Cere, situate a poca distanza dalla costa, disponevano di flotte che assicurarono agli Etruschi il dominio incontrastato del Tirreno, dopo che ebbero occupato l’isola d’Elba e le coste orientali della Corsica.
Il declino degli Etruschi ebbe inizio nel 524 a.C., quando, attaccata Cuma, vennero sconfitti dai Greci, che posero fine alla loro espansione nell’Italia meridionale; nel 509 a.C. l’ultimo sovrano etrusco, Tarquinio il Superbo, fu cacciato da Roma.
Nel 474 a.C., la flotta dei Greci di Siracusa annientò quella Etrusca per cui la Campania, ormai isolata, fu abbandonata.
Nell’Italia settentrionale gli Etruschi dovettero cedere di fronte all’avanzata dei Celti, chiamati Galli dai Romani, che si stabilirono nella pianura padana e lungo la costa adriatica fino ad Ancona.
Stremati e divisi, gli Etruschi non saranno poi in grado di opporsi con successo alla graduale conquista romana del loro territorio, che venne completata nel III secolo a.C.

Dalle monarchie alle repubbliche.Originariamente ciascuna città era governata da un re elettivo, il lucumone; in un secondo momento, le piccole monarchie si trasformarono in altrettante repubbliche aristocratiche. Per superare i contrasti tra le varie città fu costituita la Lega dei dodici popoli, i cui delegati si riunivano ogni anno presso il lago di Bolsena.

La società

La società era dominata da un’aristocrazia di grandi proprietari terrieri, facoltosi artigiani e ricchi mercanti. La parte più consistente della popolazione era costituita dalla classe servile; numerosi erano anche i liberti e i clienti delle grandi famiglie.Le donne partecipavano alle cerimonie pubbliche, alle feste, ai banchetti.

Le pratiche divinatorie

Gli Etruschi praticavano la divinazione (aruspicina, mantica augurale, astrologia), coltivavano la magia, attribuivano grande importanza al culto dei morti. La civiltà etrusca si caratterizza sia per le tecniche idrauliche e costruttive (arco in pietra, volta a botte, piani regolatori) che per la pregevole produzione artistica (affreschi tombali, canopi).

L'economia

Gli Etruschi svilupparono una fiorente economia fondata sulle attività agricole e sulla lavorazione dei metalli. Il commercio potè giovarsi di una grande flotta mercantile, una delle più importanti del Mediterraneo, e di una efficiente rete stradale, sulla quale si modellò poi quella romana.

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