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-L’Età dei Flavi-

Dopo la morte di Nerone, avvenuta nel 68 d.C., ebbe fine la dinastia giulio-claudia, alla quale succedette quella dei Flavi.
Con la dinastia flavia si ha maggiore stabilità rispetto a prima, infatti gli imperatori sono abbastanza attenti agli interessi del popolo; inoltre in questo periodo nacque e si diffuse la moneta.
Dal punto di vista culturali, a parte Domiziano che fu il più tirannico, gli imperatori flavi cercarono maggiore apertura verso gli intellettuali.
Nel 69 d.C. si succedettero in rapida successione quattro imperatori: Sulpicio Galba, Otone, Vitiello e Vespasiano.

Vespasiano fu un saggio imperatore, con i suoi provvedimenti legislativi ed amministrativi portò diversi benefici all’Impero Romano; viene ricordato per aver, assieme al filgio Tito che divenne imperatore dopo di lui e che distrusse il Tempio di Gerusalemme, di aver sconfitto i Giudei, poiché si rifiutavano di pagare le tasse a Roma ed erano anche monoteisti.

Viene ricordato anche per i miglioramenti igienico-sanitari da lui introdotti.

Tito, figlio di Vespasiano, fu colui che fece iniziare i lavori per la costruzione del Colosseo.
Ebbe un atteggiamento molto moderato verso il Senato.
È ricordato per aver distrutto Gerusalemme, lasciando eretto quello che al giorno d’oggi è il ‘muro del pianto’.

Domiziano succedette a Tito; fu un uomo crudele e spietato, che tanto ricordava Nerone.
Durante il suo regno molti letterati ed intellettuali furono costretti al silenzio, altri invece si videro costretti ad adulare l’imperatore.

Tra i letterati dell’epoca ricordiamo Plinio il Vecchio e Quintiliano; Plinio il Vecchio visse sotto l’impero di Vespasiano e ne esaltò le qualità di regnante.

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