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Età augustea: è il periodo successivo alla Battaglia di Azio del 31 a.C. Sale al potere Ottaviano che governa fino alla morte nel 14 d.C. Fine della Repubblica, inizio del Principato. Grande produzione letteraria, il principe ottiene la collaborazione di grandi scrittori come Virgilio e Orazio.

-Dopo la morte di Cesare c’era stata una guerra civile, che porta al potere Ottaviano( figlio adottivo di Cesare), che diventa console con la forza, senza aspettare i dovuti anni per ottenere la nomina. Si forma il secondo triumvirato, 44-43 a.C., composto da Marco Antonio, Ottaviano e Lèpido, che hanno l’incarico di riordinare lo Stato ( triumviri rei pubblicai costituendae), eliminarono molti nemici attraverso le liste di proscrizione (anche Cicerone, che non fu difeso da Ottaviano, dimenticatosi del grande appoggio avuto dal letterato). I triumviri muovo guerra contro i cesaricidi (Bruto e Cassio) che vengono sconfitti a Filippi nel 42 a.C.

-Al termine della guerra Ottaviano deve congedare i soldati e dar loro delle terre, che ottiene con la forza da piccoli e medi proprietari terrieri scatenando grosse rivolte, scatenando una guerra civile tra Ottaviano e Lucio Antonio e Fulvia, fratello e moglie di Marco Antonio, che si rifugiano a Perugia dove Ottaviano, il giorno delle idi di marzo del 40 a.C. fa immolare circa 300 persone.

Ottaviano e Marco Antonio diventano nemici perché Antonio si lega a Cleopatra ( era in Egitto per riorganizzare le provincie orientali) e va in guerra senza consultare il senato, dando poi le terre conquistate a Cleopatra e ai loro figli. Marco Antonio viene additato come nemico pubblico e sarà rappresentato dai poeti augustei come un generale ubriaco e traditore. Ottaviano dichiara guerra a Cleopatra e Marco Antonio viene sconfitto ad Azio.
Cleopatra e Marco Antonio fuggono in Egitto dove, un anno dopo, raggiunti da Ottaviano, si uccideranno.

-Nel 29 a.C. Augusto proclama la Pax, chiudendo le porte del tempio di Giano. Inizia ad accentrare tutti i poteri nelle sue mani. Nel 27 assume la carica di: Princeps Senatus ( più autorevole dei senatori, parla per primo e presiede la seduta), Augustus ( è investito di una particolare autorevolezza, più di tutti gli altri magistrati). 23 a.C.: Imperium Maius et Infinitum (supremo potere militare), Tribunicia Potestas (gode a vita dei diritti dei tribuni della plebe, facoltà di veto, proporre leggi, inviolabilità giudiziaria). Nel 12 a.C. Pontifex Maximus (suprema carica religiosa).

-Augusto cercò di restaurare gli antichi mores ( anche nel vestire, toga e stola). Si andò a formare un culto verso i lari e penati di Augusto, che si tradusse in un culto vero e proprio di Augusto, che divenne il pater patriae del popolo romano. Modificò il calendario aggiungendo festività augustee e cambiando il nome al mese Quintilis in Iulius (in onore di Cesare).

-Riforma dell’esercito, si costituisce un esercito volontario permanente che limita i costi degli stipendi e dei congedi.
Fu elevato il censo per diventare senatori, ma poiché occorreva un gran numero di funzionari questi vennero scelti nel ceto equestre. La plebe fu controllata attraverso elargizioni di viveri e denaro, col miglioramento dei servizi pubblici e l’organizzazione di ludi fastosi. Grande sviluppo edilizio. Le province dell’Impero furono divise in Imperiali( controllate direttamente dal Princeps, vi sono legioni di stanza, i tributi versati finiscono nel fiscus, controllato direttamente da Augusto) e Senatorie ( dipendono dal senato, i tributi finiscono nelle casse dello stato, l’ Aerarium). L’Egitto divenne invece proprietà privata dell’Imperatore e veniva amministrato da un Praefectus Aegypti.

-In politica estera mirò a consolidare i confini lungo il corso del Danubio e del Reno( dopo il fallimento del tentativo di conquistare la Germania transrenana, fallito nella sconfitta di Teutoburgo), risolse il problema dei Parti.

-La cultura e le arti furono promosse nell’interesse del regime, soprattutto scultura e architettura( Ara Pacis, Foro di Augusto, Pantheon). Furono aperte biblioteche pubbliche. Cercò di far appoggiare i suoi programmi a grandi intellettuali. Propaganda, incentrata sulla pace, prosperità, benessere, difesa della tradizione e dei mores, culto della patria degli dei e della famiglia, esaltazione di Roma e del suo Impero. Molti letterati comunque non si resero del tutto passivi al regime, come ad esempio Orazio, che aderiva all’epicureismo, che imponeva il distacco politico. Più problematica fu la posizione dei poeti elegiaci come Tibullo e Properzio. Nonostante i tentativi del principe la commedia e la tragedia proseguirono nel loro inarrestabile declino. Nessuno accettò l’invito a scrivere un poema epico, solo Virgilio( che comunque parla delle gesta antiche), gli altri come Orazio e Properzio rifiutano con delle recusationes. L’adesione agli ideali augustei fu comunque sincera, i letterati erano contenti di pagare la fine delle guerre civili con la libertà.

-Mecenate fu un’importantissima figura, che collaborò cn Ottaviano pur non rivestendo nessuna carica. Indirettamente incitò molti poeti alla celebrazione del principato. Del circolo di Mecenate fecero parte anche Virgilio, Properzio e Orazio.

-Altri si radunarono nel circolo di Messalla Corvino ( compreso Tibullo). Un altro fu Gaio Asinio Pollione che promosse e diffuse la pratica delle recitationes (letture pubbliche).

-Augusto cercò di far passare la sua come una presa di potere legittima, tant’è vero che era amico di Livio, che esaltava Pompeo, nemico di Cesare.

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