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Egitto – Nuovo regno

La riscossa egizia coincise con l'avvento del cosiddetto Nuovo regno (1570-1085 a.C.). Il faraone Ahmosi I (1570-1545 a.C.) riuscì a cacciare gli invasori e a riunificare il regno. Iniziò così anche un'espansione che portò l'Egitto al massimo della sua potenza. Ne fu protagonista un altro faraone, Thutmosi I (1524-1515 a.C.). Le sue imprese militari furono tra le più notevoli dell'intera storia egizia: a sud si spinse oltre al terza cateratta del Nilo e riprese il pieno controllo della Nubia, a nord-est fino all'Eufrate. La Palestina e parte della Siria entrarono sotto il suo dominio: secondo lo schema consueto degli imperi orientali, le comunità locali mantenevano un certo margine di autonomia ma dovevano riconoscere la superiorità della potenza dominatrice e fornirle tributi e manodopera. Ma fu sotto il faraone Thutmosi III (1496-1442 a.C.), grande condottiero e uomo politico, che l'Egitto raggiunse l'apice dello splendore. Grazie a una serie di vittoriose campagne militari, Thutmosi III riuscì ad assumere il controllo dell'intera Asia Minore e delle città siriane della costa.

Durante il regno di Amenofi IV (1377-1358 a.C.) l'Egitto conobbe un periodo di instabilità politica, sia sul piano interno sia su quello internazionale. Il tentativo di riforma religiosa attuato dal nuovo faraone lo portò a trascurare la politica estera, a tutto vantaggio della nascente potenza ittita, che ne approfittò per occupare alcuni territori asiatici tributari dell'Egitto. Lo scontro con gli Ittiti ebbe il suo momento decisivo sotto il faraone Ramses II (1279-1213 a.C.), che li affrontò a Qadesh, in una battaglia dall'esito incerto.

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