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Le donne e le famiglie egiziane

Le famiglie egiziane erano molto unite; i divorzi erano rari. Il maritò, però, poteva tradire la moglie e nel, caso questa non potesse avere figli, poteva prendere con sè una concubina (prostituta greca). La donna nella casa godeva di grande considerazione e totale era il rispetto dei figli per la madre. A differenza di gran parte delle civiltà antiche, nell quale l'emarginazione e la discriminazione della donna fu regola, gli egizi riconobbero i loro diritti. Le donne disponevano dei loro beni, potevano rivestire il ruolo di giudice nel consiglio di un villaggio. Potevano partecipare a feste, banchetti; dopo la morte avevano diritto ad una tomba propria e ad un corredo funebre. In caso di divorzio, il marito doveva versare alla ex-moglie un terzo della quota fissata nell'accordo di nozze per il suo mantenimento. Alcune donne svolsero anche un importante ruolo politico: Hatshepsut governò l'Egitto per 20 anni e durante il suo regno il paese godette di un eccezionale periodo di pace e prosperità. Per lei il principe e architetto Senmut costruì un tempio funerario che rimane tra i più raffinati edifici sacri dell'architettura egizia. Questo si sviluppava su 3 piani, aveva due terrazze frontali e il santuario vero e proprio era scavato nella roccia. Nefertiti fu la sposa di Eknhaton e il suo nome significa "la bella è giunta" e proprio per la sua bellezza fu molto celebrata dagli egizi. Nefertari fu la sposa di Ramses II; questo fece costruire la prima e la più splendida delle tombe nella Valle delle Regine. Le donne egizie, inoltre, curavano molto il loro aspetto con cosmetici per far risaltare il contorno degli occhi, si incipriavano, nascondevano i capelli bianchi con tinture, cospargevano il corpo con profumi e aromi a base di erbe.

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