Dinastia Giulio-Claudia e dinastia Flavia

Dinastia Giulio-Claudia

TIBERIO 14-37
Alla morte di Augusto, il potere passò a Tiberio che era l’ultimo degli eredi che desiderava Augusto scelto insieme ad altri che però erano morti giovani. Tiberio era figlio di Lidia, la potente moglie di Augusto, suo padre naturale era Nerone che apparteneva alla famiglia Claudia (per questo la dinastia viene chiamata Giulio-Claudia). Il passaggio dei poteri avvenne senza problemi. La politica di Tiberio fu abile e prudente, ai confini settentrionali invitò suo nipote Germanico,che in una serie di campagne militari sconfisse i Germani (14-16). Germanico fu invitato oriente a fronteggiare i parti,ma venuto in contrasto con l’imperatore si sospettò che fu avvelenato per ordine di Tiberio.

COMPLOTTO DI SEIANO

Una serie di processi per lesa maestà portarono all’uccisione molti familiari di Germanico. Seiano creò un partito a lui favorevole. Tiberio fu informato del fatto e fece arrestare Seiano e lo fece condannare insieme alla famiglia e ai sostenitori a morte(31). L’ultimo periodo fu segnato da una dura repressione contro veri o presunti nemici politici.

CALIGOLA 37-41
Il testamento di Tiberio nominava coeredi ma fu annullato e fu eletto Caligola. Il suo breve impero fu caratterizzato da massacri nei confronti degli oppositori e di atti che tendevano all’umiliazione senatoria. Negli atti di Caligola si può notare una tendenza verso una politica di assolutismo monarchico, infatti assunse atteggiamenti autocratici e pretese che gli venisse dato un tempio. I suoi oppositori diedero vita a congiure e lui ne rimase vittima dai pretoriani (41).

CLAUDIO 41-54
Fu proclamato imperatore dai pretoriani. Il senato fu costretto ad accettare il fatto compiuto da Claudio e lui promise in cambio dei soldi e la fedeltà. Claudio per le sue caratteristiche fisiche non era ben visto e per il suo carattere era ai margini delle attività politiche. Scrisse libri e aveva scarsa esperienza amministrativa ma una volta assunto il potere lo resse con abilità e moderazione.

SUCCESSI DI CLAUDIO
Fu considerato insieme a Tiberio il migliore imperatore e rese più efficiente la burocrazia dello stato. Intraprese la conquista della britannia, cui partecipò direttamente,in poco tempo la parte meridionale dell’isola fu sottomessa e trasformata in provincia (44). Recuperò le insegne strappate alle legioni di Varo che appartenevano ai Germani. In generale il suo regno si caratterizzò come un’opera di consolidamento: stabilizzò la situazione internazionale, rafforzò il potere imperiale e migliorò la situazione finanziaria. Claudio ammise in senato alcuni provinciali della Gallia.

SUCCESSIONE AL TRONO
All’avvicinarsi della vecchiaia si scatenò una rete di intrighi in vista della sua successione. Sposò Messalina,poi la condannò a morte e sposò la nipote Agrippina, vedova di un nobile romano dal quale aveva avuto un figlio (37)Nerone. Per favorirgli la successione Agrippina avvelenò il marito e grazie a lei fu proclamato imperatore (54).

NERONE 54-68
Salì sul trono a 17 anni ed era influenzato dalla madre e da 2 senatori Burro e Seneca. Alla morte di Afranio egli governò in prima persona circondato da cortigiani fidati tra i quali Tigellino, fedele esecutore dei crimini dell’imperatore. Assunse atteggiamenti di un sovrano assoluto. ci fu un conflitto per il contrasto tra questa mentalità e la tradizione romana. Nel corso del suo regno scoppiò un violento incendio a Roma che distrusse la città (64). Nerone tentò di far cadere la colpa sui cristiani, ma le voci che circolavano dicevano che l’avesse appiccato lui. Nerone approfittò di questa situazione per innalzare al centro di Roma una reggia fastosa, la domus aurea, con la quale si proponeva di celebrare il proprio ruolo di monarca assoluto. Aveva atteggiamenti autoconformisti e partecipò a giochi olimpici che esprimevano il suo interesse per la cultura greca.Nerone eliminò l’opposizione con dei processi politici ma ci furono nuovi avversari. Nel 68 le legioni spagnole si ribellarono e proclamarono imperatore il loro comandante e Nerone dovette suicidarsi.

DINASTIA FLAVIA

VESPASIANO 69-79
I militari decisero che a Nerone dovette succedere Vespasiano. Il 69 fu l’anno dei 4 imperatori. Galba fu rovesciato dai pretoriani, che imposero sul trono il loro candidato Otone,questi a sua volta fronteggiò la ribellione delle truppe schierate lungo il Reno che sostenevano Vitellio,che sconfisse e uccise l’avversario. Fu l’esercito in oriente ad avere la meglio. l’avvento al trono di Vespasiano segnò un importante svolta politica nella storia romana.

POLITICA VESPASIANO
Apparteneva alla classe dei cavalieri, per affermare i suoi diritti al trono. Fece promulgare una legge il cui si stabiliva che nell’interesse dello stato poteva concludere trattati internazionali, intervenire nelle elezioni dei magistrati non essere vincolato da leggi o plebisciti. Grazie a Nerone furono svuotate le casse statali, mentre la situazione richiedeva grandi spese militari. La guerra si concluse con la conquista di Gerusalemme(70) da parte di Tito. Vespasiano risanò il bilancio, si fece promotore di lavori pubblici e costruì il Colosseo.

TITO 78-81
Il suo breve regno venne ben giudicato per la moderazione dell’imperatore nei confronti del senato. Ci fu l’eruzione del Vesuvio (79) che distrusse le città di Pompei, Ercolano e Stabia.

DOMIZIANO 81-96
A Tito successe il fratello Domiziano, un altro dei presunti “mostri”. Con lui si rinnovò la tendenza autoritaria del principato. Il conflitto tra Domiziano e l’aristocrazia senatoria fu violento e provocò processi e persecuzioni. Le tendenze autoritarie dell’imperatore si manifestarono anche nei confronti degli intellettuali stranieri che egli fece scacciare da Roma.condusse spedizioni contro i Catti. Consolidò le conquiste romane in britannia e tentò di sottomettere la Dacia senza risultato ma venne fatto un compromesso con il re dei Daci(89). Le vittorie militari resero domiziano popolare ma alcuni non erano contenti e crearono congiure e domiziano ne rimase vittima(96). Domiziano fu l’ultimo della dinastia Flavia.

NERVA 96
I congiurati che uccisero Domiziano elessero Nerva che adottò un generale,Traiano,che fu il 1°imperatore non italico, sotto il suo governo l’impero raggiunse la massima espansione. Riprese la guerra contro i daci (101) e sottomise la regione in poco tempo. Inviò coloni per romanizzare la regione,che era ricca di miniere d’oro,nelle quali pose le mani il fisco imperale e questo diede i soldi utili per proseguire le campagne militari e per lavori pubblici grazie ai quali fu cambiato il volto di Roma, con la costruzione del foto. Traiano fece innalzare la colonna traiana in onore delle sue imprese in guerra. Voleva eliminare i parti e riuscì a occupare il loro territorio e anche la capitale. Mentre l’imperatore era in Mesopotamia scoppiò una ribellione dei popoli ebraici rientrò e morì (117). Organizzò la burocrazia e fece leggi a favore dei contadini.

ADRIANO 117-138
Traiano adottò Adriano come erede, un uomo di cultura. Con il suo regno la politica romana subì un inversione di tendenza e da quel momento si consolidarono i confini. Adriano dedicò il suo regno a riorganizzare l’apparato statale e la vita economica.

ANTONINO PIO 138-161
Ad Adriano successe per adozione Antonino Pio, un nobile nativo della Gallia e da allora gli imperatori di questa dinastia sono noti come “antonini”. Proseguì la politica di pace del precessore,regnava la pax romana incontrastata su tutto il territorio dell’impero. Nel momento dell’adozione di Antonino Pio, Adriano gli aveva imposto di adottare a sua volta come successori i fratelli Marco Aurelio e Lucio Vero, che presero il potere alla sua morte. Anche Aurelio era un uomo di grande cultura e lasciò un opera che è uno dei testi più importanti chiamata “a se stesso”. Aurelio era pessimista ed era l’uomo chiamato a comandare l’esercito contro i Germani.

MARCO AURELIO 161-180
L’impero di Marco Aurelio segnò la fine del periodo di prosperità e iniziò la crisi dello stato e i Romani dovettero affrontare una situazione di emergenza. I parti invasero la Siria e furono respinti da Crasso e da Lucio Vero. Nel frattempo si diffuse la peste bubbonica tra i soldati,durò x molti anni e decimò la popolazione. Furono anni difficili e il confine del Reno fu forzato dalle tribù germaniche dei quadi e dei marcomanni che raggiunsero i confini dell’Italia(166). Alla fine(175) riuscì a battere i nemici ed estese i confini e creò le province di Quadia e Marcomannia. Nel 175 Quadi e Marcomanni promisero di inviare soldati a Roma, ma gli accordi con i germani furono effimeri e si ribellarono e Aurelio si fermò sui confini x affrontarli ma nel 180 morì di peste a Vienna.
COMMODO E IL SISTEMA DINASTICO 180-192
A Marco Aurelio successe a 19 anni il figlio Commodo e si ebbe la fine del principato adottivo e si riprese il sistema dinastico. Accentuò tratti popolareschi e autocratici, amava esibirsi come auriga nel circo e si fece ritrarre nelle vesti di Eracle con clava e pelle di leone, all'imperatore intellettuale successe quello plebeo e atleta. Il comportamento di Commodo non era gradito dal senato e dagli ambienti militari. Sprecò le risorse fiscali x feste e spettacoli e nacquero così delle congiure. Nel 192 fu vittima di un complotto di palazzo.

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