Ominide 1907 punti

Nel gennaio del 33 a.C. secondo gli accordi di Miseno spettava ad Ottaviano di essere console, in occasione della seduta d’inizio anno del senato. Ottaviano prese la parola, scagliandosi con durezza contro il collega, che accusò di essere diventato succube di una regina straniera e di tradire per lei le tradizioni di Roma. Si avviò cosi uno scambio epistolare violento tra i due allo scopo di far appello all’opinione pubblica. Ottaviano continuò per tutto l’anno una martellante campagna propagandistica tra i cittadini romani sul tema della passione accecante di cu Antonio sarebbe stato irretito e che lo avrebbe reso incapace di curare gli interessi di roma in oriente. La propaganda fu così efficace che è passata nelle fonti antiche , anche perché Ottaviano risultò vincitore dello scontro. Sulla scorta di queste non poche interpretazioni di storici moderni sostengono le tesi di una contrapposizione tra un Ottaviano più legato alle tradizioni senatorie e repubblicane e un antonio fautore dell’assorbimento di roma in una monarchia orientale con il suo centro ad Alessandria (tale idea, secondo taluni, sarebbe già stata di cesare). Se così fosse, però, non si capirebbe perché dalle stesse fonti l’aristocrazia senatoria è indicata come più benevola verso antonio che verso Ottaviano. Probabilmente antonio, che era rimasto privo della maggior parte dei soldati del vecchio esercito cesariano, non disponeva di forze sufficienti a proteggere il sistema imperiale romano delle province orientali. Per questa ragione cominciò a sostituirlo con un nuovo sistema di stati vassalli affidati a dinastie locali, il cui perno era il regno d’Egitto, retto in condominio da lui e da Cleopatra e destinato a passare nelle mani di Cesarione. Tale politica, più che rispondere alla volontà e agli interessi di Cleopatra, rappresentava il ritorno alla tradizionale politica estera seguita da Roma in oriente fino a poco più di un secolo prima, quando il senato rifiutava le annessioni territoriali, preferendo controllare i paesi con forze politico-militari locali, ma dipendenti da roma. Questa linea era senza dubbio più adatta a favorire il ripristino della direzione dello stato da parte della nobiltà senatoria, anche se forse antonio non si prefiggeva prioritariamente questo fine, quanto piuttosto quello di tenere in piedi il suo dominio orientale grazie agli apparati burocratici e militari dell’oriente stesso. Infatti, un legame indiretto tra l’oriente greco e roma, senza più legioni romane occupanti, avrebbe eliminato automaticamente i comandi militari che si erano resi autonomi dalle istituzioni repubblicane e quindi significava arginare lo strapotere dei rivali dell’aristocrazia senatoria. La forte offensiva propagandistica di ottaviano contro antonio, insistendo soprattutto sul suo legame con Cleopatra, intendeva con una buona probabilità distogliere l’attenzione dalla reale politica di antonio o impedire che ne giungesse l’eco, perché egli non diventasse il punto di riferimento della restaurazione repubblicana.

Registrati via email