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Il mondo greco: cultura, lingua, religiosità

La cultura greca è la cultura della polis: l'universo della città, con i suoi valori e i suoi conflitti, ne costituisce l'orizzonte fondamentale e il cittadino ce rappresenta il fondamentale destinatario.
* Lingua: unica. Consente ai greci di riconoscersi tra loro: gli altri popoli sono infatti chiamati "barbari" (barbaros = balbuziente).
* Scrittura: comune, di derivazione fenicia.
* Forme della religiosità greca: la religione è considerata elemento di unità culturale pur nelle forti differenziazioni delle politiche di culto. Ciò vale per le grandi divinità del pantheon ellenico tradizionale e per le divinità minori.

Nel corso dei secoli, alcuni luoghi di culto legati a singole comunità diventano centri religiosi panellenici. Oltre alla religione dell'Olimpo hanno grande importanza i culti di origine agreste che vengono man mano introdotti in città.

* Religiosità misterica: (culti eleusini) i misteri hanno caratteri di segretezza: vi partecipano solo gli iniziati con l'obbligo di mantenere il segreto sul rito e sulla rivelazione cui esso consente di accedere.
* Rituali dionisiaci: in onore di Dionisio, dimensione orgiastica dei rituali, stato di esaltazione e di ebbrezza, assenza di controllo (enthousiasmòs = "lo stato in cui si trova chi ha il dio dentro di sé). Questo stato permette all'iniziato di accedere a una visione, interdetta agli altri mortali per assicurarsi una vita beata dopo la morte.
* Orfismo: anche nei riti orfici c'è una verità accessibile a pochi, ma non si tratterà più di uno stato di trance ma di estasi che comporta un duro apprendistato (lunga iniziazione con esercizio ininterrotto del dominio del corpo). Con l'orfismo si ritiene che il corpo sia la prigione dell'anima e da cui questa deve riuscire a liberarsi. La morte diventa quindi un'occasione di liberazione solo per coloro che durante la vita hanno raggiunto un livello di purificazione.

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