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Il cristianesimo e l’Impero

Il cristianesimo ebbe successo per diverse ragioni.
Prima di tutto questo aveva un forte tendenza al proselitismo: Gesù aveva comandato di diffondere il vangelo, per questo i cristiani dovevano comunicare la loro fede, cercando sempre nuovi discepoli. Da questo punto di vista fu fondamentale la predicazione di San Paolo, che passò da persecutore del cristianesimo ad apostolo delle genti. Grazie ai suoi viaggi in tutto il Mediterraneo aveva suscitato e rafforzato numerose comunità.
Tra i motivi dell’affermazione del cristianesimo bisogne segnalare l’insistenza sull’adesione personale alla dottrina, quando la religione romana era considerata troppo legata al potere e all’esecuzione di riti di cui sembrava essersi perso il significato.
Un terzo elemento da tenere in considerazione è l’aspetto comunitario del cristianesimo: il fedele si trovava in un gruppo dove poteva trovare sostegno e conforto.

Ebbe una grande importanza, tra i contenuti del messaggio evangelico, la promessa alla vita eterna, una speranza difficile a cui rinunciare.
Va sottolineato infine l’universalismo cristiano: infatti non si trovavano più distinzioni di sesso, età e classe sociale che impedissero l’adesione al messaggio di Gesù.
Accanto alla diffusione del cristianesimo, bisogna tener conto dell’opposizione che da molte parti veniva avanzata nei suoi confronti.
Veniva ritenuto eccessivo l’ascetismo imposto verso i propri fedeli: preghiere, digiuni etc. Un altro aspetto mal tollerato era il monoteismo, perché, la mentalità pagana riteneva naturale adorare diverse divinità.
Alcuni cristiani rifiutavano perfino di prendere parte a cerimonie in cui si dovessero adorare gli dei pagani e alcuni rifiutarono di compiere il servizio militare. Iniziarono così le persecuzioni contro i cristiani, partendo dal III secolo, introducendo leggi speciali contro i cristiani, puntando alla loro eliminazione.
Molte persecuzioni furono locali e temporanee, legate all'iniziativa di singoli governatori o alla pressione popolare contro i nemici dello Stato. I seguaci di Cristo poterono godere così lunghi momenti di pace e tolleranza.
I cristiani riconobbero nella morte violenta per colpa dei nemici della fede una estrema forma della loro fede, che successivamente vennero chiamati martiri, testimoni.

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