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LA FASE DI CRISI DELLA RESPUBLICA UNIVERSALE (235 d.c./284 d.c.)

Così si aprì il periodo della 3°anarchia militare, nella quale accadde la crisi della r.u. Le cause furono molteplici. I princeps, avendo poteri politici e militari, finirono per sovrapporsi al senatus. Sulla scena politica rimase così il solo princeps con il sostegno dell’esercito; nacque così la figura dell’imperatore soldato. Altre cause furono la decadenza economica, quando cessò l’afflusso di ricchezze a Roma ottenute attraverso le conquiste territoriali; la provincializzazione dell’esercito, dopo la constitutio Antoniniana di Caracalla; i principi, infatti, per sopperire alle deficienze delle milizie italiche, furono costretti a ricorrere ai provinciali; l’opera corrosiva del cristianesimo; religione non conciliabile con un’organizzazione politica non cristiana. Il suo insegnamento consisteva nella dipendenza del cristiano prima da Dio e poi dallo Stato e ciò comportava una separazione delle 2 sfere di potere (date a Cesare..date a Dio..). Di conseguenza, i cristiani furono osteggiati e, tra Nerone e Diocleziano, si contano almeno 10 persecuzioni feroci; la pressione dei barbari, che aspettavano il lento indebolimento interno di Roma; la disgregazione politica ed economica, cioè quando l’Italia, per motivi economici, dovette riconoscere l’autonomia a molte province. Iniziò così l’epoca dei tiranni, per indicare l’illegalità degli imperatori che si succedettero e contrapposero. Il posto di Alessandro Severo fu preso nel 235 dal capo dei rivoltosi, Massimino, il primo imperatore soldato, con il quale ebbe inizio la 3°anarchia militare. Si successero poi, Marco Giordano, Giordano II, Filippo, Decio, a Ostiliano, Valeriano. La svolta arrivò poi con Diocleziano nel 285.

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