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Cretesi

Dal 3000 al 2800 a.C. nuovi popoli arrivarono nell’Egeo. Per fabbricare armi e utensili usavano il bronzo e i loro villaggi erano protetti da solide mura. Le loro sepolture erano collettive e sulla terraferma greca erano comuni le tombe a fossa.
A Creta le scoperte archeologiche testimoniano la scoperta di ossari e inumazioni in grotte.
L’ introduzione di metalli segnò il passaggio all’ età del bronzo, che si divide in 3 periodi: elladico, cicladico e minoico.
L’ isola di Creta fu la culla della civiltà minoica. Creta godette di una posizione geografica assolutamente vantaggiosa: il clima era mite e favoriva l’ agricoltura e la popolazione abitando in un’ isola si sentiva protetta dalle minacce dei popoli confinanti. Creta però aveva anche i suoi svantaggi, infatti spesso il terreno coltivabile e le materie prime scarseggiavano e il commercio con altri paesi era difficile.

In breve i cretesi divennero abili marinai e le loro flotte mercantili raggiunsero tutti i paesi del mediterraneo orientale.
La civiltà minoica può essere suddivisa in 3 fasi: età prepalaziale ( dal 2600 al 2000 a.C. ); età protopalaziale ( dal 1900 al 1700 a.C. ); età neopalaziale ( dal 1650 al 1450 a.C. )
Età prepalaziale: intorno al 2600 a.C. i popoli giunti a Creta costruirono primitivi insediamenti urbani. Comparvero per la prima volta abitazioni estese e sepolture collettive monumentali. Iniziarono i primi timidi scambi con l’ Egitto, la Siria e Cipro e i contatti con le isole Cicladi.
Età protopalaziale: dal 2000 al 1900 a.C. le comunità iniziarono a crescere e si dovette fronteggiare il problema della redistribuzione delle risorse al loro interno.
Comparvero grandi abitazioni su più piani, al loro interno erano immagazzinate le derrate alimentari e c’erano stanze per il personale di custodia e altre adibite al culto.
Le case si trasformarono rapidamente in palazzi e i signori che vi risiedevano assunsero il titolo di minos e dominarono i centri di Cnosso, Zacro, Festo e Mallia.
Il flusso e deflusso delle merci venne regolato dagli abitanti del palazzo, ma in seguito si specializzarono figure che ebbero l’ esclusivo compito di sovrintendere questa attività e fu allora costituita l’ amministrazione palaziale.
Per compiere il loro lavoro gli amministratori utilizzarono la scrittura.
L’ amministrazione palaziale iniziò poi anche a regolare l’ attività artigianale. Dei lavoratori specializzati iniziarono a produrre oggetti di lusso e navi cretesi raggiunsero L’Egitto e il Vicino Oriente.
Nel 1700 a.C. le strutture palaziali cessarono bruscamente di esistere. La causa della distruzione va probabilmente riportata a fenomeni naturali: forse una serie di terremoti, con susseguenti maremoti, pose fine all’ età protopalaziale.
Età neopalaziale: poco dopo il 1650 a.C. sorsero palazzi più ricchi e sfarzosi dei precedenti, primo fra tutti Cnosso.
Le stanze erano disposte in modo funzionale attorno ad un grande cortile centrale. I palazzi contenevano ampi magazzini, botteghe per artisti, sale per banchetti e sontuosi alloggi dotati di sale da bagno con acqua corrente.
Durante questo periodo il dominio di Cnosso fu assoluto.
Creta arrivò a dominare l’ intero mar Egeo raggiungendo anche le coste del Peloponneso. La flotta cretese divenne la più specializzata ed avanzata tecnicamente e questo dette origine al mito della talassocrazia cretese.
I minoici non costruivano navi da guerra ma imbarcazioni mercantili in grado di affrontare i nemici.

Anche la civiltà neopalaziale conobbe una brusca e violenta fine. Nel 1450 i centri più importanti andarono distrutti e solo Cnosso si riprese e rimase in vita fino al 1375, ma durante questa fase i micenei si sostituirono ai minoici.
Fino a qualche tempo fa gli studiosi si dividevano tra chi attribuiva la fine dei minoici ad un disastro naturale e chi invece all’ invasione dei micenei.
Oggi diciamo che furono entrambe le cause: l’ isola di Creta fu devastata dall’ eruzione del vulcano di Tera e da alcuni maremoti. Questi causarono la distruzione di gran parte dell’ isola e quindi l’ indebolirsi della civiltà. I micenei approfittando della debolezza conquistarono Creta sostituendosi ai minoici.

A Creta il capo religioso e politico fu il re e uno dei suoi compiti era organizzare e rafforzare la rete commerciale per incrementare la ricchezza dello stato.
Accanto al re vi erano i sacerdoti e i nobili e poco sotto vi erano gli amministratori. Poi c’ era la massa dei lavoratori: agricoltori, pastori, artigiani e marinai e non sembra ci siano state forme di schiavitù.
I cretesi furono i primi a costruire case con più stanze anche per gli strati più umili della popolazione. I minoici dettero impulso alle arti figurative.
La donna giocò sempre un ruolo di grande importanza nella società cretese. Infatti esistettero sacerdotesse, amministratrici e anche imprenditrici e anche le feste religiose venivano spesso celebrate da donne.
La religione minoica era una religione politeista, la dea più importante era la dea madre, poi c’era la dea degli animali, la dea della montagna sacra e la dea dei serpenti.
Le cerimonie si svolgevano o in apposite stanze del palazzo oppure in grotte e in piccoli rifugi in cima alla montagna. I riti solitamente si concludevano con un sacrificio animale, ma alcune volte per placare la rabbia del dio c’ erano anche sacrifici umani.
Accanto al palazzo di Cnosso c’ era un teatro nel quale si svolgevano giochi, tra cui il più singolare la tauromachia, nel quale un toro veniva fatto entrare nell’ arena, in giovane si preparava alla carica del toro e afferrandolo per le corna faceva un salto mortale all’ indietro atterrando sulla schiena del toro, poi saltava un’ altra volta per scendere a terra.

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