Creta: storia e religione

A Creta esisteva un culto divino di tipo antropomorfo, ossia di entità divine aventi forma umana. La figura dominante di questo culto era una divinità femminile, la dea madre, signora della vita vegetale e animale. Tutta la terra le era sottomessa: i suoi santuari più venerati si trovavano su altura, in caverne, sulle vette dei monti. Presso i greci questa dea sarà più tardi nota con vari nome: Rea, Dictinna oppure la Grande Madre. Si diceva che Rea fosse la madre di Zeus e la dea cretese è associata a una figura maschile subordinata ( detta, in greco, paredros, ossia "colui che siede accanto"), che di volta in volta può essere un figlio o un amante mortale.
La grande dea femminile e il suo compagno formano una primordiale coppia divina, profondamente radicata nella mitologia dei popoli del Mediterraneo orientale e che riappare con i vari nomi in ambienti diversi: per i fenici si trattava di Astarte e del suo sposo mortale Adone; in varie zone dell'Asia si trattava di Cibele e del suo giovane figlio e amante Attis. Presso i greci, alcuni tratti di questa divinità dell'amore e della fertilità confluirono nel culto di Afrodite. Questa dea è stata definita dagli storici della religione la "dea veneranda" e pare da connettere con i primitivi rituali delle popolazioni agricole. Il suo culto si svolgeva probabilmente all'aperto e comprendeva delle danze rituali al suono del flauto, che provocava uno stato di esaltazione irrazionale e la percezione della misteriosa presenza in sè di una forza divina. Ancora presso i greci, erano noti i seguaci della dea cretese che danzavano al suono di musiche cadenzate sino a cadere in delirio.

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