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Consolato e plebei

Il consolato deteneva il potere esecutivo, ovvero quello applicavano delle leggi, ma erano anche i capi assoluti, detenevano l’imperium. Il corsus onorum aveva vincoli che durante il periodo repubblicano si sono aggiunti per evitare che il potere di un console fosse gestito da persone inesperte, vengono introdotte così delle riforme: prima si deve essere questore e successivamente, dopo tempo si passava di ruolo. Coloro che accedevano alle magistrature erano i patrizi. Essere troppo favorevoli alla plebe aveva portato a una situazione di contrasti violenti nella società. Fu posto un drastico vincolo a chiunque si presentasse per essere tribuno della plebe, non avrebbe mai potuto diventare console, per scoraggiare la plebe e cercare di mitigare le richieste da parte della plebe. Agli inizi della repubblica che il potere era dei re è passato ai magistrati. Roma ebbe un forte sviluppo economico grazie ai plebei che lavoravano nel settore imprenditoriale (artigianato e commerciale), il potere politico vede una lotta tra patrizi e plebei per rivendicare il loro potere. Dai primi decenni dopo la repubblica le rivendicazioni della plebe. Gli inizi della repubblica è ancora una fase incerta tra leggenda e storia. La plebe incrociò le braccia e si ritirò sull’aventino o sul monte sacro. Questa viene chiamata secessione per dire al popolo che hanno un peso importante il loro lavoro da qui inizia la guerra tra i patrizi e plebei.
L’altra tappa era entrare a far parte dei tribuni della plebe. Tra il loro potere c’era il diritto di veto. I consoli avevano il diritto di veto per bocciare quello che non gli stava bene. I tribuni della plebe avevano il diritto d veto esponevano ciò che per la plebe potrebbe essere di danno.
Terza tappa vengono concessi ai plebei atri magistrati gli edili: avevano il compito di provvedere tutto ciò che era necessario per la popolazione e di provvedere all'approvvigionamento delle truppe; ma la conquista più importante è l’istituzione del decemvirato, terminato il lavoro Roma, un testo scritto che si concretizza nelle tavole di bronzo esposte nel foro.
Quarta tappa: viene introdotta una legge. La legge canuleia abroga il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei, sposando un patrizio acquisivano il potere di nobiltà.

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