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Dall'impresa sul Granico all'India

Le avventure di Alessandro non iniziarono nel modo migliore, poiché la città di Tebe si ribellò al suo potere. Anche se i tebani sembravano convinti del fatto di voler rovesciare il trono macedone, Alessandro, come prova della sua supremazia distrusse Tebe eccetto la casa del poeta Pindaro, come simbolo della sua devozione all'arte eolica. Dopo aver messo a tacere i greci, egli iniziò subito la sua grandiosa campagna militare e nel 334 a.C., con un esercito grandioso, affrontò per la prima volta i Persiani guidati da Dario III. Dopo una lunga battaglia sul fiume Granico, in Frigia, Alessandro uscì vittorioso e, dopo aver sconfitto il re persiano un'altra volta l'anno successivo ad Isso, Dario fu costretto a scappare. L'eroe macedone, invece di inseguirlo, continuò la sua espansione conquistando la Siria, la Fenicia (distruggendo la capitale, Tiro) per arrivare in Egitto, dove fu accolto dal popolo come un discendente dei faraoni e, dopo aver fondato Alessandria, ritornò nell'Asia centrale.

Intanto Dario riorganizzò l'esercito e, dopo essersi incontrato con Alessandro, chiese la pace. Il macedone, dopo una riflessione, rifiutò e i due comandanti si scontrarono a Gaugamela. L'esercito macedone ebbe la meglio sui Persiani, il cui Impero venne distrutto e che con il tempo perse le capitali Susa e Persepoli. Nonostante l'esercito fosse allo stremo, il figlio di Filippo si batté in India contro le truppe del re Poro nel 326 a.C., sconfiggendolo. Però, dopo essersi spinto fino all'estremità della Cina e dopo aver sposato la donna asiatica Roxane, fu costretto a ritornare in Macedonia; Alessandro non fece in tempo a superare la Babilonia, poiché fu colpito da una febbre malarica che lo portò alla morte nel 323 a.C.

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