Ominide 1909 punti

Siamo giunti ormai al triste 44 a.C. la partenza di Cesare per l’oriente da dove giungevano notizie di ammutinamento delle legioni di Siria contro il governatore, era fissata per il 18 marco. Il complotto riuniva sessanta congiurati tra cui Giunio Bruto, figlio d un’amica di Cesare, Decimo Bruto, probabile figlio illegittimo di Cesare e Sempronia, Cassio che inizialmente pompeiano, era poi passato dalla parte di Cesare e vari ufficiali di antica data come Trebonio. Secondo il racconto di Plutarco, il quindici marzo 44, le idi di marzo, secondo il calendario romano, nonostante la moglie Calpurnia cercasse di dissuaderlo per un cattivo presagio avuto in sogno, Cesare acconsentì ad essere accompagnato nella curia da marco Decimo Bruto. C’era con lui anche Antonio, che però fu trattenuto da Trebonio fuori dall’aula del Senato perché i congiurati avevano deciso di risparmiarlo. Appena Cesare si sedette sul seggio dorato, di cui il senato l’aveva insignito, i congiurati gli si affollarono intorno. Fu colpito prima alle spalle da Casca, che lo ferì però di striscio. Cesare cercò di sfuggire agli altri che gli si erano avventati addosso, ma quando vide Marco Bruto con il coltello sguaiato, cessò di opporre resistenza, pronunciando forse la fatidica frase, si coprì il viso con la tunica e cadde crivellato di colpi ai piedi della statua di Pompeo.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email