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Comunità etniche greche

Le comunità tribali della Grecia difficilmente si sarebbero rivolte alla forma statale della polis. Si viveva in villaggi, l’urbanizzazione era scarsa e l’economia era legata alla pastorizia.
Decidendo di condividere un unico territorio, le comunità s’impegnarono a difenderlo e prendere decisioni per il bene collettivo; così si raggiunse un’evoluzione di tipo federale.
Caratteristica di questi stati federali fu la doppia cittadinanza, infatti i membri di una federazione possedevano sia la cittadinanza della comunità di nascita ( cittadinanza locale ), sia la cittadinanza nel quale la comunità d’origine apparteneva ( cittadinanza etnica ).
Ogni stato federale ebbe un’assemblea federale, che raggruppava gli anziani e le magistrature federali.
Gli organi federali si riunirono di solito nei centri più grandi della federazione e si scelsero località che avessero un significato simbolico per tutti. Fu il caso dei santuari federali, come quello che si raccoglieva attorno al tempio di Apollo o al tempio di Zeus.

Durante l’età arcaica e classica si affermò l’idea di rinunciare a parte dei privilegi cittadini, a favore di una condivisione degli stessi con comunità limitrofe.

La creazione dell’identità greca fu favorita dalla nascita e dallo sviluppo dei santuari panellenici, delle località la cui sacralità e inviolabilità era riconosciuta da tutti. Qui i greci si riunivano a celebrare feste, concorsi e riti comunitari. I santuari panellenici furono quattro: quelli di Zeus, quello di Poseidone e quello di Apollo.
I primitivi santuari furono semplici recinti che l’uomo delimitava per gli dei. Questo spazio fu percepito come l’unico nel quale fosse possibile entrare in diretto contatto con il dio.
Alcuni santuari divennero sede naturale di agoni, che servivano a richiamare il dio lì venerato e al contempo il simbolo della presenza del dio nel luogo.
Ci si poteva recare nel santuario per consultare l’oracolo e avere un diretto dialogo con il dio. Si riteneva che il dio si manifestasse in vari modi, attraverso segni percepibili in natura, oppure penetrando nel corpo di un indovino e parlando attraverso la sua bocca.
Furono create inoltre le anfizionìe, unioni di più città stato che per motivi strategici, religiosi o culturali decisero di stringere alleanze e ratificarle in luogo comune. Le anfizionìe dovevano servire per superare le rivalità fra centri vicini, ma in realtà divennero lo strumento per mezzo del quale la città più ricca e potente esercitò sulle altre la propria egemonia.

Una particolare lega fu quella che all’inizio dell’età arcaica fu istituita attorno al santuario di Apollo a Delfi e si trattò della fusione di due leghe.
Centro indiscusso fu l’oracolo di Apollo, il dio della luce, che, dopo aver sconfitto e ucciso il serpente Pitone, si era insediato nel luogo dove sarebbe poi sorto il santuario e parlava attraverso le sconnesse parole della sua sacerdotessa prediletta, Pizia. L’oracolo di Apollo fece di Delfi un punto di riferimento non solo religioso per tutte le popolazioni greche. L’oracolo era infatti collegato al concetto di purificazione; quando nelle città avvenivano scontri violenti, si rendeva necessaria una purificazione.
L’importanza strategica di Delfi si dimostrò soprattutto nel periodo arcaico e classico attraverso le continue lotte che gli stati greci intrapresero per ottenerne il controllo. Vi furono contrasti per ottenere la supremazia su Delfi, che spesso sfociarono in vere e proprie guerre.

Nel santuario di Olimpia, invece, dal 776 a.C. si svolsero ogni quattro anni i giochi olimpici. Eracle fu il fondatore dell’agone. In tal modo a Olimpia l’oracolo declinò e il santuario di Zeus divenne in primo luogo un santuario agonale.
Solo chi era greco poteva partecipare alla competizione olimpica, mentre gli stranieri ne erano rigorosamente esclusi.
IL PANTHEON GRECO

Gli dei greci avevano dimora sul monte Olimpo. Re degli dei era Zeus, che dopo aver sconfitto le forze del caos instaurò il suo regno infinito. Sorella e sposa di Zeus fu Era, che proteggeva l’integrità della stirpe divina.
I due fratelli Artemide ed Apollo erano collegati all’universo giovanile. Artemide proteggeva le giovani fanciulle, mentre Apollo era dio dei giovani uomini e tutelava le arti e gli artisti.

Da un ennesimo adulterio di Zeus con Meti nacque Atena, dea della prudenza, della saggezza e della conoscenza. Ares fu invece il terribile dio della guerra, sua amante e concubina era Afrodite, dea della bellezza e dell’amore e fu costretta a sposare Efesto. Efesto era il dio delle arti manuali e della metallurgia.
Fratello di Zeus era Poseidone, dio del mare e dei terremoti. Benigna era invece Demetra, dea dei raccolti e del grano. Ade, fratello di Zeus, era il dio dell’oltretomba e reggeva le sorti del regno dei morti. Ermete era invece il messaggero degli dei.
Ultimo dio del pantheon greco era Dioniso, dio del vino e dell’irrazionale.
Solo una cosa era superiore a tutti gli dei: il Fato, che neanche Zeus poteva cambiare.
Si credeva che i boschi, i fiumi e le selve fossero abitate da divinità minori, le ninfe.

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