La civiltà del Nilo

Lungo il corso del Nilo, grazie al limo che fertilizzava la terra, erano fiorenti soprattutto coltivazioni di orzo, grano e papiro. Quando l'onda del Nilo cominciava a ritirarsi, i contadini, per trattenere l'acqua nei campi, bloccavano con delle "chiuse" i canali, utilizzati come serbatoio idrici. Questi venivano costantemente puliti dai detriti e gli argini erano regolarmente consolidati per evitare fuoriuscite d'acqua. Le abitazioni erano costituite da uno o più piani, a seconda del gruppo sociale di appartenenza. Quelle dei funzionari erano caratterizzate da un pianoterra destinata alle attività commerciali, da un primo piano per il ricevimento degli ospiti e da un secondo piano dove trovavano posto le stanze da letto. La parte alta era speso destinata agli alloggi per i servi. Alla costruzione delle piramidi erano addetti numerosi operai e artigiani, che utilizzavano tecniche ancora oggi non del tutto chiarite. Il piano inclinato serviva a trasportare in alto i pesanti massi da sovrapporre gli uni agli altri per la costruzione della piramide. La navigazione era favorita da un vento che soffiava prevalentemente da nord permettendo così di navigare anche controcorrente. Per governare la nave si usavano due grossi remi posti sulla poppa. Le vele apparvero attorno alla 3500 a. C. e all'inizio erano quasi certamente formate da grandi foglie di palma, dalle quali derivarono in seguito quelle fatte di foglie di cocco intrecciate a stuoia. Le vele erano di forma quadrata. Le imbarcazioni più antiche erano zattere in fibra di papiro intrecciato, successivamente sostituite da barche di legno di cedro del Libano, più adatte al trasporto di merci pesanti.

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