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La civiltà hittita

Gli hittiti erano nomadi provenienti dalle regioni del Caucaso e si stabilirono negli altopiani interni dell’Anatolia. Tali territori erano caratterizzati prevalentemente da un paesaggio montano; abbondavano di legname, metalli, rame, argento e soprattutto di ferro. Questa popolazione si trasformò da un popolo di montagna a una potenza politica e militare.
Gli hittiti parlavano una lingua indoeuropea e venivano detti: popolo dalle mille divinità.
Il re governava il regno, amministrava la giustizia e in guerra era il supremo comandante militare. Veniva eletto tra i guerrieri più valorosi ed esercitava il proprio potere con il consenso delle’assemblea degli uomini in armi, il cosiddetto pankus, alla quale partecipavano esclusivamente i nobili.
I nobili erano vincolati da un giuramento, che era nello stesso tempo un patto di fedeltà, in quanto dovevano rimanere leali al re; un obbligo di carattere finanziario e militare, in quanto dovevano fornire mezzi e uomini in caso di guerra; un privilegio, in quanto ricevevano delle terre.

Gli hittiti erano un popolo di grandi guerrieri e conquistatori, si distinguevano dagli altri popoli per le loro capacità diplomatiche. I territori che conquistavano furono organizzati in province affidate a governatori, che venivano scelti tra i membri della famiglia reale e della nobiltà.
Ciò che gli permetteva di vincere le guerre era il carro leggero e le armi in ferro, molto più resistenti di quelle usate dagli avversari.
Gli hittiti trasformavano le forze della natura in divinità. La monarchia e lo Stato erano posti sotto la protezione del dio della tempesta.
Il processo di espansione del regno hittita iniziò con una coppia regale e continuò con il re Hattusilis I e con il figlio Mursilis I.
Tra il 1400 e il 1500 a.C., l’Anatolia e la Siria furono caratterizzate da grande instabilità. Di questa situazione ne approfittarono gli hurriti e i mitanni, che per un breve periodo dominarono l’Asia minore occidentale. La situazione cambiò con l’ascesa al potere Shuppiluliuma che conquistò la Siria ed estese l’influenza hittita nella Palestina. Con i successori di quest’ultimo, l’impero hittita poté godere di pace e prosperità.
Sorsero nuovi problemi quando i faraoni egiziani volevano riprendersi il controllo della Siria. Le due potenze si scontrarono a Kadesh, ma non ci furono né vinti né vincitori.
Lo splendore dell’Impero hittita fu però di breve durata, a causa dei popoli del mare.

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