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Caratteristiche della civiltà ellenistica

La civiltà ellenistica rappresentò la fine della civiltà classica, da cui si differenziò per molti aspetti. La monarchia innanzitutto diventò ereditaria e il sovrano ellenistico assunse caratteri divini. Infatti si svilupparono i cerimoniali e i riti tipici delle corti persiane, che prevedevano la prosternazione di fronte ai reali. Il sovrano doveva essere evergète cioè benefattore, adornando le sue città di monumenti ed edifici pubblici, soter cioè salvatore proteggendo le sue città dai nemici, epifane cioè colui che si mostra, mostrando la sua magnificenza, nikator, cioè vincitore sconfiggendo i nemici. La figura della regina inoltre aumentò in importanza. Scomparvero le assemblee democratiche e i consigli, quindi il re non si doveva confrontare con nessuno.
Nelle città ellenistiche la popolazione era attiva e lavorava soprattutto nel campo manifatturiero. Questi artigiani appartenevano alla cosiddetta borghesia cittadina, che è però un termine non corretto perché coniamo molto molto più tardi, intorno al 1700 d.C.

Il cittadino ellenistico diventò un vero e proprio suddito, a differenza del cittadino libero delle poleis. Le merci più scambiate erano in genere gli alimentari e i prodotti dell’artigianato, in particolare stoffe ceramiche e metalli. Aumentò il commercio degli schiavi. Il porto più importante del secondo secolo per il commercio degli schiavi era Delo. Gli schiavi venivano comprati dai ricchi per impiegarli nei loro latifondi o nelle loro manifatture cittadine. Si sviluppò un intenso commercio col lontano oriente con l’Arabia e con l’africa nera. I prodotti che venivano da queste terre erano beni di lusso, come spezie avorio stoffe molto pregiate gioielli animali esotici e pietre preziose. Questi beni erano destinati alle corti e avevano un costo elevatissimo a causa del lungo viaggio necessario per trasportarli. Migliorarono le vie di comunicazione e le tecniche di navigazione. Si iniziò a scrivere i portolani, i libri che descrivevano in modo molto dettagliato un determinato tratto di costa. Si sviluppò molti il mercato monetario e di conseguenza si svilupparono delle specie di banche, per cambiare valute e fare prestiti.
Nell’agricoltura ellenistica diminuirono i grandi proprietari terrieri, che vennero sostituiti dallo stato e in particolare dal re, che era il più grande proprietario terriero. Gli altri proprietari terrieri erano i funzionari dello stato, i santuari e i ricchi della classe dirigente. La cleruchia ellenistica consisteva nell’assegnazione di un appezzamento di terra a un soldato mercenario, con lo scopo di avere dei soldati contadini, che in tempi di guerra combattevano, mentre in tempi di pace coltivavano. Nella società ellenistica il ceto elevato era ristretto, costituito dalla classe dirigente urbana. L’economia ellenistica era di tipo capitalistico, producendo e vendendo tanto, ma consumando e comprando ancora di più. Le strutture della società capitalistica erano di tipo gerarchico, in cui quasi tutti avevano un superiore che li comandava e un inferiore su cui rifarsi. Questa struttura sviluppò molto la corruzione. I templi e i santuari aumentarono di importanza, usufruendo molto dei loro privilegi e coprendo i vuoti di potere. I contadini che non potevano pagare gli ingenti tributi scappavano cercando asilo nei templi o andando a vivere nel deserto, oppure diventando briganti. Questo fenomeno viene chiamato anacoresi, fuga dalla campagna. In Egitto, la maggior parte della popolazione della campagne che fuggiva andava ad Alessandria. I soldati mercenari avevano un posto abbastanza importante nella scala sociale. All’inizio, la maggior parte dei mercenari erano greci, a causa della crisi economica. Gli altri erano indigeni o provenienti dalle popolazioni barbariche. I mercenari greci, spostandosi dalla loro terra, favorirono molto la diffusione della cultura ellenica, facendo diventare il greco una lingua comune cioè koinè. La diffusione degli schiavi portò a molte rivolte, sia dei cittadini liberi che si lamentavano che l’eccessività di schiavi li privasse del lavoro, sia degli schiavi che si lamentavano per le condizioni di lavoro disumane. In età ellenistica infine le piccole guerre diventarono endemiche, sviluppano molto la tecnica militare e si scrivono dei veri e propri manuali e trattati sull’arte della guerra. La scuola si organizzò molto meglio e nacquero dei centri culturali simili a quelli di Alessandria, in città come Pergamo Efeso Antiochia Atene e Rodi. Lo storico maggiore di questo periodo fu Polibio che dopo la conquista romana fu portato a Roma come sciavo ma poi il suo padrone cogliendo la grande intelligenze affrancò a libero.
Termino dicendo che nascono moltissime città soprattutto in Asia Siria e Mesopoamia, tutte a pianta ipodamea con strade diritte, fogne, l’agorà rettangolare circondata dal porticato ipostilo monumentale, teatri palestre, ginnasio, tutte riempite di opere d’arte, bei palazzi e statue.

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