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La città romana

All’interno della politica espansionistica romana, la fondazione di nuove città, costruite sempre in luoghi strategici, prevedeva la sistemazione del territorio circostante in una stretta relazione fra città e campagna. Il suolo di proprietà della nuova colonia era interessato, infatti, dalla “centuriazione”: un sistema che prevedeva la suddivisione del terreno in maglie regolari (quadrate o rettangolari), le “centurie”, appunto, grandi all’incirca 50 ettari. Queste si disponevano secondo un modello a scacchiera dominato da due direttrici principali fra loro perpendicolari: il “cardo” (da Nord a Sud) e il “decumano” (da Est a Ovest).

Le città di nuova fondazione si inserivano, dunque, nel cuore di questo territorio e ne assimilavano la rigorosa ripartizione creando una successione di isolati regolari e ripetendo nella forma quadrangolare la sistemazione del castrum, l’accampamento militare romano. Le città erano circondate da mura, interrotte da varchi in corrispondenza dei due assi viari principali che potevano così idealmente proseguire nella campagna circostante. All’intersezione del cardo maximus e del decumanus maximus si apriva solitamente il Foro: una piazza porticata, cuore della città, centro politico, economico e religioso, intorno alla quale sorgevano gli edifici rappresentativi. Oltre al Foro, ogni città romana possedeva alcuni edifici pubblici, come il teatro, l’anfiteatro e le terme, che ripetevano, anche in province lontane, il linguaggio comune dell’architettura romana. Grande attenzione era posta nella costruzione dei servizi di ordine pubblico: uno o più acquedotti rifornivano i cittadini d'acqua e le strade, costruite in modo tale da consentire lo smaltimento delle acque piovane, nascondevano sotto il manto stradale sia le tubazioni per l’acqua pulita sia i sistemi di trasporto dell’acqua fognate.

Un esempio di città di nuova fondazione è Aosta, una colonia creata nel 25 a.C. da Augusto, che insediò 3.000 dei suoi pretoriani nel territorio del popolo dei salassi, sconfitto lo stesso anno; di qui l’antico nome della città: Augusta Praetoria Salassorum. La città sorse in una zona pianeggiante, presso la confluenza di due grandi vie alpine frequentate per i traffici commerciali con l’Oltralpe. La forma rettangolare è ancora oggi visibile nell’impianto stradale della città moderna; allo stesso modo si sono preservati anche lunghi tratti del perimetro di mura che circondava l’antica fondazione. Delle grandi costruzioni edificate dai Romani, oggi Aosta conserva un arco onorario dedicato ad Augusto, la Porta pretoria aperta nel lato orientale delle mura, i resti del teatro e dell’anfiteatro e ciò che rimane di un portico e di un tempio situati probabilmente nella zona del Foro.

Proprio negli stessi anni della fondazione di Aosta, Roma subisce una sistematica trasformazione urbanistica e architettonica a opera di Augusto. Avviando il suo programma politoco-culturale teso a esaltare la propria persona nelle vesti di principes, egli ristrutturò l’urbe per elevare la città al neo-acquisito grado di capitale dell’Impero. Per suo volere, Roma si arricchì di numerosi edifici e templi interamente rivestiti di splendidi marmi. Oltre a costruire il Foro che porta il suo nome, Augusto ordinò anche opere di potenziamento di alcuni acquedotti e la sistemazione delle rive del Tevere.

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