Le carte stradali dei romani

I romani, in età imperiale, disponevano di due tipi di carte stradali: gli itineraria scripta (guide stradali scritte) e gli itineraria picta (guide stradali disegnate).
I primi erano abbastanza simili alle guide del nostro tempo e fornivano dati sul percorso, sulla distanza che intercorreva tra un luogo e un altro, sui centri abitati e in qualche caso sulla presenza di pubblici locali o sulle stazioni per il cambio dei quadrupedi.
Appartiene invece al secondo tipo la cosiddetta Tabula Peutingeriana, realizzata intorno al XII o al XIII secolo su un originale del IV secolo a.C. Scoperta nel 1507 in una biblioteca dell’Alsazia (Francia), fu ceduta per la pubblicazione a un certo Konrad Peutinger (leggi Pòitingher), il cui nome risulta legato al prezioso documento, pubblicato in modo completo soltanto nel 1598 da un parente dello stesso Peutinger.

Dei dodici fogli, che inizialmente costituivano la Tabula, solo undici sono giunti a noi: il primo, infatti, che doveva contenere la Britannia e la Spagna, è andato perduto, determinando così la scomparsa del nome dell’autore. La Tabula rappresenta le più importanti strade del mondo conosciuto dai Romani: ecco perché alla rete stradale dell’impero risulta aggiunta anche quella della Persia e dell’India ed ecco anche perché la carta finisce per raggruppare i tre continenti (Europa, Asia e Africa) e per mostrarci l’immensa fascia del territorio compreso fra la Britannia e le terre del Gange secondo la direzione continua da ovest a est. Di qui le caratteristiche forme assegnate alle terre e ai mari, che sembrano visti attraverso uno specchio deformante: quella che potremmo definire la “realtà geografica” risulta infatti molto schiacciata da nord a sud e fortemente allungata da Occidente a Oriente, mentre i mari sono ridotti a una sottile striscia.
Accurata risulta invece l’indicazione di città, monti, fiumi, selve, porti, magazzini, depositi, terme, fari e luoghi di culto, oltre alle stazioni di cambio dei cavalli e di sosta, presenti lungo le strade. Un concreto rilievo è dato anche alle distanze, indicate in leghe (m 2220) per la Gallia, in miglia (m 1480) per tutto il restante territorio romano), in parasanghe (m 6000) per il territorio persiano e in miglia indiane (m 3000) per l’India.

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