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Lo scontro decisivo fra Cesare e Pompeo avvenne a Farsalo, in Tessaglia, una zona pianeggiante in cui la potente cavalleria di Pompeo avrebbe potuto sfondare l’ala destra dell’esercito nemico. Ma Cesare prevedendolo lasciò un corpo di riserva che uscito allo scoperto all’improvviso spezzò la manovra pompeiana. Così nonostante Pompeo disponesse di un numero di forze doppio, fu sconfitto. Cesare trattò con clemenza i soldati prigionieri limitandosi a giustiziare i nobili che aveva già perdonato una volta. Pompeo fuggì cercando rifugio presso i Tolomei, dove sapeva di trovare i soldati veterani lasciati a suo tempo di presidio da Gabinio. Ma l’egito era in preda alla guerra civile fra Cleopatra VII e Tolomeo XIII, i figli maggiori del defunto sovrano Tolomeo Aulete ai quali il padre aveva nel testamento chiesto di sposarsi e regnare insieme. Tuttavia la determinazione e l’intelligenza di Cleopatra avevano contrariato i più alti dignitari di Corte: Cleopatra era stata esiliata ma con un esercito di soldati ebrei e arabi era tornata alla conquista del trono. In quella situazione di guerra alcuni dignitari locali che esercitavano la reggenza, essendo Tolomeo un ragazzo, forse spinti dal timore che Pompeo occupasse Alessandria, si accordarono con vecchi compagni d’arme di Pompeo per eliminarlo. Gli uni e gli altri credettero di ingraziarsi Cesare facendo pugnalare a tradimento Pompeo nella barca che apparentemente lo trasportava a un’udienza con l re.

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