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Babilonia

Ci sono città che restano famose nella storia per la loro eleganza, cultura, scoperte, per il loro gusto raffinato, per il loro modo di vedere e proporre l’arte del bello. Babilonia è una di queste, un nome che si ferma nella memoria anche senza averla visto, senza aver letto abbastanza, anche senza conoscerla. Il risvolto triste dei fatti è che viene legata ad un’infelice reputazione datale dalla Bibbia, giustamente o ingiustamente non sta a me decidere.
Il nome Babilonia significa Porta di Dio e fu nel II millennio a.C. la capitale di un potente e forte impero. Era situata in Mesopotamia, nelle immediate vicinanze del fiume Eufrate, a circa 100 km. dall’odierna Baghdag, in Iraq. Narra la Bibbia che la città fu fondata da Nemrod, circa 4.500 anni fa. Documenti ultimamente scoperti, tavolette per la precisione, registrano il nome Babilonia per la prima volta solo nel III millennio a.C., nota come sede di un importante tempio religioso. Babilonia ebbe fama imperitura col re Hammurabi, di origine amorrea, il quale nel XVIII sec. a.C. trasformò la città-stato in un regno stabile, grande e forte. Fu lui che istituì il codice Hammurabi, una serie di leggi scritte che servivano a dirigere lo stato. Il codice era registrato in una stele, rinvenuta a Susa. Oltre a norme legislative, v’erano notizie anche sulle abitudini dell’epoca. Verso il 1.595 a.C. fu conquistata dagli Ittiti, poi dai Cassiti, che ne fecero un grande centro amministrativo. Passò in mano agli Elamiti, debole popolo sconfitto dagli Assiri, che la distrussero nel 689 a.C. Fu da loro ricostruita attorno al 669 a.C. Poco dopo se ne impossessarono i Caldei, nel 625 a.C., guidati da Nabopolassar. Sotto il regno di suo figlio Nabucodonosor, Babilonia fu una delle città più popolose del mondo antico, forse giunse ad essere abitata anche da un milione di persone. La decadenza di questa interessante civilizzazione iniziò con la loro sconfitta contro i persiani di Ciro il Grande, nel VI sec. a.C. Successivamente passò a Serse I che distrusse buona parte dei templi e dei giardini, per essere riconquistata da Alessandro Magno nel 539 a.C. che se ne innamorò a tal punto da proclamarla capitale del suo impero. Lo stesso imperatore vi morì nel 323 a.C.Seguì un periodo in mano ai Seleuciti, ma la città iniziava a perdere popolarità fino quasi a scomparire prima che si affermasse l’Islam nel VII sec. a.C.
La sua storia è ricca di misteri, leggende, miti. Raccontano le tavole pervenuteci che vigevano le caste: liberi, plebei, schiavi e la classe sacerdotale, la più influente. A capo della struttura politica c’era dunque un monarca che esercitava diritto legislativo, esecutivo e giudiziario. Seguiva un gruppo di governatori ed amministratori. La religione derivava da quella Sumera, prevalentemente politeista, il cui dio principalmente venerato era Marduk, che divenne a sua volta una delle divinità più adorate di tutta la Mesopotamia.
Babilonia è legata anche alla leggenda della Torre di Babele, una grande ed alta torre costruita dai discendenti di Noè, dopo il diluvio universale, il cui scopo era quello di avvicinarsi a Dio. Il Signore, adirato dalla loro immodestia, li punì facendo che ognuno di loro parlasse una lingua diversa. Antichi storici raccontano lo splendore dei giardini pensili, giardini realizzati per la bella regina Amitis, moglie di Nabucodonosor. In un’area di quasi 20.000 mq. si costruirono, una sopra l’altra, una serie di terrazze di pietra sostenute da archi di 6 mt. di larghezza, in modo che, visto dal basso, l’insieme sembrasse una scalinata piena di verde e di fiori. L'eleganza, dicono, stava nella loro corretta composizione paesaggistica, nell’uso adeguato delle piante, nella scelta del bello come fine ultimo, il tutto dando rilievo alla signora delle piante, la palma. Si privilegiava il colore e la forma del fogliame, nonché il lussureggiare delle specie fiorite. Una delle entrate alla città era la porta dedicata a Ishtar, riccamente decorata con mattoni policromati smaltati. Ishtar era la divinità madre per eccellenza, solitamente ritratta nuda e con un seno prosperoso.
Babilonia fu un grande centro di sviluppo astronomico e astrologico così avanzato che i babilonesi avevano già notato la processione degli equinozi, preparato un calendario che somigliava molto al nostro, individuato la cometa oggi chiamata Halley. Inoltre erano grandi matematici, ingegneri e, senza ombra di dubbio, giardinieri. Divenne centro artistico e culturale, a tal punto che, racconta la storia, avevano una specie di periodico dove riportavano le notizie più interessanti dell’epoca. L’economia si basava sull’agricoltura e la pastorizia, ma anche sull’artigianato e sul commercio. La città fu peraltro favorita in quanto si trovava in un punto strategico per gli scambi che erano realizzati via terra e che andavano dal golfo Persico al Mediterraneo.
Leggendo qua e là, si scopre che il sistema di irrigazione, le dighe, i canali erano delle opere di vera ingegneria, portando l’acqua nei posti più remoti. La loro manualità era indirizzata soprattutto alla lavorazione dei metalli, alla preparazione di pigmenti, alla produzione di prodotti cosmetici e profumi di vario genere. Nella famosa stele delle leggi di Hammurabi c’è scritto che praticavano la chirurgia. Le leggi erano, rispetto al tempo, avanzate, specialmente quelle che riguardavano i diritti delle donne. Queste potevano avere possedimenti ed entrare in affari. Loro dovere era dare al marito dei figli e se non potevano costui aveva l'autorizzazione a divorziare e sposarsi con un’altra donna. Frequente era il fenomeno delle adozioni. Generalmente erano i genitori che sceglievano la sposa al figlio o viceversa e questi dovevano accettarla. Tutto si risolveva con un contratto scritto su una tavoletta.
La loro scrittura, cuneiforme, derivava da quella dei Sumeri. Gli studi erano per lo più riservati alla classe dirigente, studi che venivano fatti copiando e memorizzando libri di testo e dizionari sumero-babilonesi. Era obbligo assimilare nomi di piante, animali, paesi, minerali e tavole matematiche.
Qua si ferma la mia penna, la mia memoria, il mio studio.
Chiudo gli occhi e mi immagino immerso nel lussureggiare dei giardini pensili, nella loro pace, nella loro quiete, nella loro bellezza.

Rino
www.babilonia61.splinder.com

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