I romani erano disposti a essere governati da una sola persona pur di avere la pace. Volevano rimanere cittadini. I magistrati mantenevano i loro poteri e Ottaviano assunse i poteri previsti dalla Costituzione repubblicana.
Nel 27 a. C. si fece nominare Augustus ("degno di venerazione"). Il titolo con il quale venne chiamato fu princeps, perciò la sua forma di governo fu un principato. Nel 23 a.C. assunse le cariche di tribuno della plebe, di governatore delle province e di pontefice massimo.
RIFORMA MILITARE:
Egli aprì agli abitanti delle province la possibilità di arruolarsi. La carica durava venti anni e i soldati delle province ottenevano la cittadinanza romana e un appezzamento di terra. Augusto ridusse da 50 a 25 le legioni. Creò un corpo speciale di 9.000 uomini, i "pretoriani", incaricati di proteggere la persona del principe.

NUOVI ORGANI DI GOVERNO:

- Prefetto urbano (amministrazione, ordine pubblico);

- Prefetto dell’annona (approvvigionamento delle città e distribuzione gratuita di grano alla plebe);
- Prefetto dei vigili (vigilanza notturna);
- Prefetto del pretorio (comandante del quartier generale del principe).
Augusto suddivise le province in province del popolo e in province imperiali. Le province del popolo erano considerate tranquille e non erano governate personalmente da Augusto. Le province imperiali erano di confine e difficili da governare; erano governate da Augusto attraverso dei funzionari che attuavano le sue direttive.
Tra il 27 a.C. e il 9 d.C. Augusto si impegnò in alcune guerre di conquista per garantire la pace. Sottomise la zona alpina, l’attuale Svizzera, l’Austria, l’Ungheria e parte della Serbia e della Bulgaria.
Augusto ampliò la rete stradale: lungo le vie principali vi erano stazioni per ricambio cavalli e luoghi di sosta per i viaggiatori. La circolazione di uomini, merci e messaggi era molto rapida.
La gestione dello Stato era diventata costosissima e venne coniata una maggiore quantità di monete. Augusto fece costruire un nuovo foro, detto appunto foro Augusteo.
Augusto si circondò dei migliori artisti e cercò di ottenere il loro appoggio e la loro collaborazione. Tra questi c’erano Virgilio, Ovidio, Orazio e li aiutò economicamente. La plebe viveva in miseria, in abitazioni malsane e buie. Il lavoro era assai scarso perché veniva svolto dagli schiavi e per questo motivo c’erano molti disoccupati.
Gli appartenenti alla classe dirigente divennero funzionari del principe e dovettero impegnarsi nei negozi. Il prestigio della classe dirigente era dipeso dai capofamiglia che affermavano il loro potere sugli altri. Dall’età augustea non fu più così e questo li obbligò a d acquisire l’autocontrollo e la moderazione. Con questo l’uomo si impose di essere fedele alla moglie, di non considerarla una sua proprietà. Pertanto le donne potevano possedere un loro patrimonio. L’emancipazione femminile fu valutata negativamente dagli uomini. Augusto propose tra il 18 e il 17 a.C. le Leges Iuliae, che prevedevano l’incremento delle nascite e l’adulterio considerato come crimine e poteva essere denunciato da qualsiasi cittadino ( causa calo delle nascite e incremento degli adulteri). La pena consisteva nella confisca dei beni e nell’esilio in un isola.
Augusto morì il 14 d.C. a Nola. Dichiarò come erede il figliastro Tiberio. Il principato divenne un Impero. I successori di Augusto si fecero chiamare Cesari. L’imperatore, per governare aveva bisogno dell’appoggio totale dei pretoriani e delle legioni ai confini dell’impero.

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