Ominide 6600 punti

Atene – Pisistrato al potere

Nel 500 a.C. emerse la personalità di un politico spregiudicato e intelligente, Pisìstrato. Egli si propose come difensore degli interessi del popolo, degli emarginati, dei gruppi economicamente attivi nell'artigianato e nel commercio, e come sostenitore di riforme più profonde e coraggiose di quelle soloniane.
Forte della grande popolarità ottenuta e della sua enorme ricchezza, Pisistrato cercò di impadronirsi del potere. Dopo alcuni tentativi falliti, vi riuscì infine nel 546 a.C., grazie a un abile colpo di mano, e divenne tiranno della città: avrebbe mantenuto il potere per un lungo periodo, fino alla morte.
Sotto Pisistrato la polis mantenne intatti i propri ordinamenti e le proprie leggi. Ma era solo apparenza: nella sostanza, Atene era governata da un unico uomo, che interveniva direttamente nella nomina degli arconti, attribuiva le principali magistrature a uomini di fiducia, era protetto da una guardia del corpo personale. Tutto questo voleva dire, in altre parole, che la polis, intesa come comunità di cittadini che si autogovernano, non esisteva più.

Pisistrato morì nel 528-527 a.C. Gli successero i figli Ippia e Ipparco, che cercarono di proseguire la politica paterna. Ma la tirannide non aveva un grande avvenire in Atene. Ipparco fu ucciso per motivi personali in una congiura di nobili. Ippia diede allora al regime un carattere dispotico e autoritario che provocò una larga insofferenza. Il suo potere fu abbattuto nel 510 a.C. per iniziativa degli aristocratici, sostenuti dall'appoggio militare di Sparta. Quest'ultima vedeva infatti con grande ostilità la tirannide ateniese, che aveva gravemente danneggiato gli interessi dell'aristocrazie e favorito quelli della maggioranza dei cittadini.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email