Ominide 6206 punti

Atene – Nobili democratici

La polis di Atene rappresentava la forma più compiuta di democrazia, quella che consentiva il massimo di partecipazione del dèmos alla vita politica e al governo, eppure gli uomini politici più importanti – Temistocle come Cimone, Efialte come Pericle – erano tutti nobili. Un tempo essere nobile significava quasi sempre essere nemico della democrazia e fautore del governo di pochi, l'oligarchia. Ora tutti i capi politici, anche se di estrazione nobile, riconoscevano la validità degli ordinamenti democratici e si ergevano a loro difensori. Differenze di posizione emergevano piuttosto in politica estera o su questioni particolari.
Bisogna evitare d'interpretare la lotta politica antica alla luce delle esperienze dei nostri giorni. Non esistevano, in quell'epoca, partiti politici, vale a dire associazioni dotate di un'organizzazione stabile che mirano a realizzare una particolare concezione dell'ordine sociale, un modello di società (cioè un'ideologia). Esistevano invece fazioni, raggruppamenti fluttuanti di individui legati da amicizie, parentele, interessi, che si mobilitavano intorno a personaggi quasi sempre di spicco per origine o per ricchezza per portarli al potere e sostenerli. Le fazioni potevano ovviamente farsi portatrici di orientamenti politici diversi riguardo a determinati obiettivi: ma non avevano né un'organizzazione stabile (sedi, uffici, finanze) né un'ideologia assunta come termine di riferimento costante.

Questa precisazione fa comprendere perché l'elemento individuale e il peso della grande personalità fossero tanto importanti non solo nelle città oligarchiche, ma anche nella democrazia ateniese. Torniamo così al problema della provenienza dei capi politic dalle famiglie aristocratiche.

Registrati via email