Atene - Condizione femminile

Secondo l'oratore Demostene, l'uomo ateniese poteva avere tre donne: la moglie, la concubina e la compagna. Un ateniese, in altre parole, non era tenuto ad essere fedele alla moglie, poichè la fedeltà era un dovere solo femminile. Ma vediamo meglio qual era il ruolo di queste tre donne.
La moglie in genere, apparteneva a una famiglia amica, ed era stata promessa in sposa al futuro marito o al di lui padre quando era ancora bambina. Il matrimonio di regola avveniva quando ella aveva circa 12 anni; da quel momento in poi la sua unica funzione era quella di dare al marito i figli necessari per la perpetuazione del gruppo familiare.
Se apparteneva a una classe sociale elevata non si occupava neppure dell'allevamento dei figli maschi, che venivano affidati alle schiave. Le mogli ateniesi inoltre non partecipavano in alcun modo alla vita sociale maschile: non andavano ai banchetti, non ricevevano praticamente alcuna educazione e, in generale, erano escluse da ogni evento culturale.
La concubina era spesso una straniera con la quale l'uomo viveva senza sposarla. Dal punto di vista dei doveri, era sullo stesso piano della moglie: una disposizione della legge di Dracone sull'omicidio equiparava le due figure. Tuttavia, dal punto di vista dei diritti, la sua situazione era ben diversa: la concubina non godeva di alcuna protezione.
La compagna, infine, era una donna che sarebbe tuttavia impreciso definire una prostituta. Infatti, era una donna colta che conosceva la musica, il canto e la danza.
A questo, si aggiunge che per i rapporti occasionali l'uomo ateniese aveva a disposizione una quarta tipologia di donna, cioè la prostituta, che esercitava il suo mestiere nelle strade o nelle case di tolleranza e che era considerata al livello più basso nella scala sociale.
Per finire va ricordato che il padrone aveva diritto anche le schiave che non potevano sottrarsi ai suoi desideri.

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