Organizzazione dello Stato


Il territorio dell'impero assiro fu ripartito tra regioni del medio impero, amministrate da funzionari regi e capito tribù, e provincie esterne, amministrate da governatori di nomina regia. Anche gli Assiri avevano al centro della loro organizzazione politica il palazzo imperiale, dove risiedeva il sovrano con i suoi ministri, tra i quali il turtan, una specie di Primo Ministro sottomesso solo all'imperatore e affiancato, sua volta, da quattro potenti dignitari. Ogni città aveva un suo amministratore, che rispondeva del proprio operato ai funzionari del re, ed era coadiuvato da un consiglio degli anziani, che si occupava dell'amministrazione, della giustizia e del versamento dei tributi. Il sovrano, per controllare anche gli uomini più fidati e sorvegliare il suo harem, si serviva di un gruppo di confidenti e di eunuchi; il resto della popolazione viveva in una condizione di miseria e senza alcun diritto riconosciuto. L'autorità dell'imperatore era assoluta e legata al suo successo di condottiere invincibile.

La supremazia militare degli Assiri riprese forza a partire dal 1100 a. C, con l'imperatore Tiglatpileser I: grazie alla guida di questo esperto sovrano, gli assiri imposero il proprio dominio sui territori a est della Siria, Babilonia e bassa Mesopotamia, approfittando della crisi egiziana e della debolezza dei piccoli regni locali. Tra IX e VIII secolo conquistarono Siria, Fenicia e Armenia; nel frattempo la capitale fu spostata a Ninive. I sovrani che regnarono nel VII secolo a.C. permisero all'impero assiro di raggiungere il suo apogeo, con la totale conquista, da parte di Assurbanipal ( 668- 626 a. C.), dell'Egitto (ridotta a provincia assira); durante il suo regno Ninive divenne una città degna delle grandi capitali mesopotamiche, ricca di palazzi e monumenti grandiosi e sede di una delle più ricche biblioteche dell'antichità.

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