Gli Assiri: un dominio fondato sul terrore


Il crollo improvviso dell'impero hittita intorno al 1200 a.C. segnò l'avvento nell'area mesopotamica di un popolo di origine semita, gli Assiri, stabilitisi sin dalla fine del III millenni a.C. nell'alta valle del Tigri. Il nome di questo popolo deriva da Assur, la loro principale divinità, e a Assur fu chiamata anche la prima capitale da loro fondata. Gli assiri, vissuti per quasi un millennio sottomessi a Sumeri e agli accadi, si resero indipendenti intorno al 1800 a. C. e guidati dal re chance Shamshi-Adad riuscirono a imporsi nell'alta valle del Tigri e dell'Eufrate fino a conquistare Mari, importante città-stato mesopotamica. Occuparono poi l'Armenia, la Siria e le coste del Mediterraneo, dove costituirono basi commerciali. Questa prima fase di espansione durò tre secoli, interrotta dall'aggressiva politica militare di Hammurabi, re di Babilonia. Intorno alla metà del XIII secolo gli assiri, guidati dal re Tukulti-Ninurta, occuparono le terre arabo-siriane, fino ad allora dominio hittita, giungendo ad espugnare Babilonia. La favorevole collocazione della regione li preservò in parte anche dall'urto violento delle invasioni dei popoli del mare. Tuttavia la crisi economica determinata da tali invasioni nella debolezza dei successori di Tukulti-Ninurta costrinsero gli assiri a ritirarsi momentaneamente nei loro territori di origine.

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