Mito 72506 punti

LA FASE D’ASSESTAMENTO

La fine dello stato quiritario non significò annullamento immediato del predominio dei patrizi. Le vicende politiche interne si svolsero di pari passo con gli avvenimenti internazionali, che vedevano Roma coinvolta in una serie di scontri con popolazioni limitrofe, Sanniti (repressi dopo 3 guerre) e Cartaginesi. Quando strinse un patto d’amicitia con essi, ciò non soddisfò le città latine, che considerarono contrario al foedus aequum una decisione presa solo da Roma e così insorsero, ma Roma puntò al cuore della Campania e vinse a Sinuessa. Da allora, i rapporti tra Roma e le città latine furono regolati su basi di preminenza e non più di parità. Le operazione belliche in cui fu impegnata Roma, ampliò l’esercito che si distaccò completamente dai comitia centuriata. Da queste situazioni, i plebei trassero alcuni frutti. Dopo il mezzo successo delle XII tavole, i plebei avevano ottenuto con la lex Canuleia l’abolizione del divieto di connubium tra patrizi e plebei, rompendo così l’ultima barriera ideologica che separava i plebei dalle alte cariche. Nel 300 i plebei riuscirono addirittura a togliere ai patrizi il monopolio delle cariche religiose, con il plebiscitum Ogulnium, imponendo l’ammissione dei plebei a 2 importanti collegi sacerdotali (pontefici e auguri) che, avendo valore divini, potevano influenzare le scelte politiche della civitas. Restavano in mano ai patrizi quindi la sola auctoritas patrum, cioè il potere di convalidare da parte dei soli membri del senato, le delibere assemblari. Poi, per merito di Publilio Filone, che riuscì ad ottenere, nel 339, il consolato prima, e la dittatura poi ottenne dai comizi centuriati, con 3 leges Philonis favorevoli alla plebe; una (de censore plebeio) stabilì che almeno un censore su due dovesse essere plebeo; un’altra (de patrum auctoritate) dispose che l’auctoritas patrum dovesse intervenire prima delle votazioni, a titolo di conferma delle rogationes predisposte dai magper l’eventuale presentazione ai comitia; una terza (de plebiscitis), riconoscendo implicitamente la cost.dei concilia plebis, equiparò i plebiscita alle rogationes magistratuali, impegnando i magistrati a sottoporre al voto d’accettazione dei c.centuriata tutte le deliberazioni normative dei concilia plebis. Esse avevano valore vincolante per tutto il popolo, come le leges. Ciò attraverso la lex Hortensia de plebiscitis; il plebiscitum Ovinium che trasferì ad 1 dei censori la delicata scelta dei membri del senatus.

Registrati via email