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Aspasia, una straniera emancipata

Aspasia, figlia di Axioco, era la concubina di Pericle che, anche se profondamente innamorato di lei, non l’aveva sposata: Aspasia, infatti, era nata a Mileto, in Asia Minore, e il matrimonio con le donne straniere era vietato da un decreto dello stesso Pericle.
Dopo aver divorziato dalla moglie, dunque, Pericle visse more uxorio con Aspasia fino al momento della morte. Del loro rapporto, ad Atene si favoleggiava per molte ragioni.
Pericle, per cominciare, dimostrava per Aspasia un amore che nessuno dei suoi concittadini dimostrava alla propria moglie o donna: come raccontavano esterrefatti gli Ateniesi, arrivava a baciarla ogni giorno, sia uscendo di casa sia rientrando dall’agorà.
Ma ad alimentare pettegolezzi e leggende era anche la diversità di Aspasia: a differenza delle donne ateniesi, che non ricevevano alcuna educazione, Aspasia era coltissima e intratteneva intensi rapporti intellettuali con i maggiori pensatori dell’epoca, compreso Socrate.

Alcuni dicevano addirittura che questi avesse appresso da lei il metodo di discussione detto “socratico”.
Aspasia, insomma, non solo padroneggiava l’arte del discorso, ma aveva anche un’idea del rapporto fra i sessi molto diversa da quella degli Ateniesi: il matrimonio, sosteneva, era l’incontro di due persone, ciascuna delle quali, in posizione paritaria, doveva adattarsi alle esigenze dell’altra.

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