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L'ascesa di Roma

• Tra i secoli VIII e VII a.C., ai margini della pianura laziale nasce una città chiamata Roma. Sorta dall’unione di gruppi già stanziati nel territorio, preoccupati dalla politica espansionistica dei vicini Etruschi, Roma - alla pari delle poleis greche nate all’incirca nello stesso periodo- è una città-stato (civitas), inizialmente governata da un magistrato unico (rex). Agli inizi del secolo VI a.C. il rex viene sostituito da una coppia di magistrati (consules), che restano in carica un solo anno. Roma diviene così una repubblica. Grazie alla sua posizione strategica Roma si trasforma rapidamente da piccolo borgo di pastori e agricoltori in florida città, aperta non solo ai traffici, ma anche e soprattutto alle correnti culturali esterne.

• Sin dalla sua fondazione etnicamente composita Roma diviene dunque una città cosmopolita, che sa recepire con grande sensibilità le culture esterne. Utilizzando le categorie elaborate della retorica greca i romani fanno del diritto una scienza. Essi mettono a punto un sistema articolato di principi.

• Dimostrando come sempre grandi capacità pragmatiche , dopo averne definito i principi, i romani utilizzano il diritto come strumento insostituibile di potere. A seguito di una continua e implacabile politica espansionistica e grazie alla forza invincibile del loro esercito, organizzato nel celebre sistema della ‘legione’, essi conquistano progressivamente territori e popoli sempre più estesi e lontani. Ma una volte deposte e armi, lo strumento che consente loro di governare questi territori è l’applicazione del loro superiore sistema giuridico.

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