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L'ascesa delle poleis greche

La polis è una comunità indipendente e autosufficiente, in cui vige una legge valida per tutti, i cui membri sono consapevoli di avere un'identità civile, culturale e religiosa comune ed è intesa come l'istituzione politica che assicura all'uomo la massima libertà e dignità. Per l'uomo greco è vitale con l'unità culturale e spirituale dei Greci e determina tensioni e lotte tra le città e una generale debolezza politica.
Le poleis hanno forme di governo diverse; talvolta aspetti diversi tra modelli si combinano, dando vita a ordinamenti politici misti. Le rivendicazioni dei nuovi ceti spingono verso forme come la teocrazia o la tirannide. Fin dai tempi più remoti sono praticati i culti misterici. Dalla fine dell'VIII secolo a.C vengono costruiti i templi dedicati agli dei del pantheon greco, spesso veri capolavori di architettura. Grande fama e popolarità acquistano gli oracoli.

Sparta, fondata nell'XI secolo a.C dai Dori, due secoli dopo inizia un'espansione territoriale che la porta al dominio diretto sulle regioni vicine, le cui terre vengono divise tra gli spartiati. Le Istituzioni di governo comprendono due re, l'apella e la gherusia.
Col tempo acquisisce importanza il collegio dei cinque èfori, con ampi poteri esecutivi e giudiziari. Sparta mantiene invariato nei secoli l'ordinamento politico e sociale del mitico legislatore Licurgo, caratterizzato dal dominio degli spartiati sugli iloti.

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